Il Tirreno

Dune abusive nelle spiagge, balneari denunciati e multati

di Giuseppe Boi
Dune abusive nelle spiagge, balneari denunciati e multati

Blitz della Capitaneria a Marina di Campo, Seccheto e Capoliveri

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PORTOFERRAIO. Erano stati autorizzati dai Comuni di Campo nell’Elba e Capoliveri a effettuare operazioni di manutenzione, livellamento e pulizia del tratto di spiaggia avuto in concessione. Hanno invece realizzato dei cosiddetti “argini invernali di protezione”, accumulando davanti agli stabilimenti sabbia per oltre 3mila metri cubi a Marina di Campo, Seccheto e Capoliveri. Delle vere e proprie dune giganti che violano le normative paesaggistiche, ambientali, il codice della navigazione e contribuiscono ad accentuare l’erosione costiera. Una vera e propria alterazione e modificazione del profilo delle spiagge e del paesaggio costiero dell’isola d’Elba per le quali i militari della Guardia costiera di Portoferraio hanno denunciato alla Procura di Livorno quattro titolari di concessioni balneari che sono stati multati per un totale di 12mila euro.

Le dune artificiali sono state individuate nell’operazione “Bastioni di sabbia”, un’attività di vigilanza per la tutela dei beni demaniali realizzata dai Nuclei operativi per la protezione ambientale del Compartimento marittimo dell’isola d’Elba, coordinati dalla Capitaneria di porto di Portoferraio. I quattro balneatori denunciati e multati hanno costruito, si legge in un comunicato della Guardia costiera, «vere e proprie muraglie utilizzando la sabbia prelevata dalle aree demaniali marittime circostanti per creare delle barriere di difesa delle strutture turistico-ricreative dalle mareggiate invernali. Una pratica messa in atto per tutelare unicamente gli interessi privati dei singoli concessionari, a discapito dei delicati equilibri costieri. Si tratta infatti di un fenomeno di abuso e illecito uso del demanio marittimo che, oltre a violare la disciplina sull’uso del pubblico demanio marittimo e del paesaggio, contribuiscono ad accentuare l’erosione costiera effetto delle attività antropiche e dell’innalzamento del livello mare causato dai cambiamenti climatici».

La dannosità di queste opere è stata evidenziata già nel 2018 dalle “Linee guida per la difesa della costa dai fenomeni di erosione e dagli effetti dei cambiamenti climatici” (edite dal “Tavolo nazionale sull’erosione costiera Mattm-Regioni” con il coordinamento tecnico di Ispra) e ribadito recentemente in una circolare della Regione Toscana. Le barriere costruite con sabbia della battigia per la difesa dalle mareggiate, rappresentano una «modalità che - sottolineano le linee guida – crea effetti negativi sulla dinamica litoranea andando ad aumentare la pendenza della spiaggia e diminuendo la resistenza alle mareggiate».

Inoltre, «la movimentazione della sabbia dalla battigia verso l’interno è sconsigliata – si legge sempre nelle Linee guida – perché comporta la modifica del profilo trasversale di spiaggia con riduzione dell’ampiezza e quindi maggiore esposizione alle mareggiate». Dopo la movimentazione, infatti, «il mare riforma il profilo naturale della battigia a scapito del fondale antistante che si approfondisce. L’effetto prodotto è una minore capacità di smorzamento dell’energia del moto ondoso in caso di mareggiata, anche ordinaria».

In pratica i balneatori multati hanno causato un danno ambientale e alle loro stesse attività: quelle dune costruite per proteggere gli stabilimenti , mettono a rischio quella stessa spiaggia da cui traggono lavoro e ricchezza.

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