Il Tirreno

Il lutto

Addio Silvana, la regina romana della storica pasticceria Amanti di Piombino

di Gabriele Buffoni
Addio Silvana, la regina romana della storica pasticceria Amanti di Piombino

Nel ’57 lasciò la capitale per raggiungere il marito e lavorare con lui

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PIOMBINO. Anche il bancone della pasticceria Amanti, da oggi, perderà un po’ della sua dolcezza. Si è spento nella serata di domenica il sorriso di Silvana Vernier, 89 anni, storica fondatrice insieme al marito Ilio (conosciuto però da tutti in città come Mario, scomparso ormai 16 anni fa) proprio della pasticceria Amanti, una delle attività più conosciute nella zona dei portici a Piombino.

Romana di nascita, avrebbe tagliato il traguardo dei 90 anni a marzo ma le sue condizioni, negli ultimi tempi, erano peggiorate. E negli ultimi tempi spesso si ritrovava a fare la spola tra l’ospedale di Villamarina e la propria abitazione, in un susseguirsi di brevi ricoveri per monitorare il proprio stato di salute. Fino all’ultimo, iniziato poco più di una settimana fa.

Figlia di un maresciallo dei carabinieri istriano, originario di Pola ma trasferito in servizio a Roma, Silvana è nata e cresciuta nella capitale. Dove fin da giovane si era rimboccata le maniche e aveva iniziato a lavorare per un negozio di macchinari per il lavoro a maglia. «All’epoca andavano molto – racconta il figlio Maurizio, che oggi gestisce la pasticceria – faceva la commessa in un punto vendita del centro città che era molto frequentato. Quindi le capitava spesso di essere a stretto contatto con i clienti: aveva talento nel rapportarsi con le persone, tanto che il padrone del negozio spesso la spediva direttamente a casa di chi comprava queste macchine per mostrare come si utilizzavano».

A metà degli anni’50 poi l’incontro con Mario grazie a una cena tra amici in comune. «Si sono sposati nel’56, l’anno in cui babbo aprì la pasticceria qui sotto ai portici a Piombino, dopo aver lavorato al Caffè Nazionale – racconta Maurizio – e l’anno dopo mamma lo raggiunse per aiutarlo: lui stava nel laboratorio intento alle sue creazioni, lei invece era la regina del bancone. Anche se già allora c’erano delle commesse, era lei l’indiscusso primo volto femminile della pasticceria. Aveva un rapporto gentile e cordiale con chiunque qui a Piombino e anche oggi è difficile trovare qualcuno che non la conoscesse. In negozio – spiega il figlio – ha trascorso praticamente tutta la sua vita. Purtroppo a volte limitando anche i suoi svaghi o le sue passioni oltre al lavoro, ma a lei non è mai davvero pesato. Amava stare al pubblico, essere il volto della pasticceria e avere a che fare con le persone. Tant’è che anche dopo essere andata in pensione spesso, finché la salute gliel’ha permesso, passava in negozio facendo le sue passeggiate sotto ai portici. Le pareti del nostro negozio – conclude – trasudano ancora oggi della sua presenza: negli ultimi giorni, chi ha saputo della sua morte ci ha ricoperto di affetto. Abbiamo davvero sentito tanto amore da parte della città».

Silvana ha vissuto fino alla fine la sua vita «senza eccessive preoccupazioni: ci siamo sentiti anche domenica – racconta il figlio – ed era lucidae tranquilla. Si è spenta senza soffrire, e questa è la cosa che più di ogni altra ci auguravamo in famiglia». Lascia i figli Marco (il maggiore) e Maurizio oltre ai nipoti Riccardo (che insieme al padre porta avanti l’attività di famiglia, ormai giunta alla terza generazione) e Giulia.


 

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