Il Tirreno

Il caso

Bagni senza genere, il preside scrive agli studenti: «La pulizia non ha sesso».

Carlo Maccanti dirigente dell’istituto Einaudi Ceccherelli
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Carlo Maccanti dirigente dell’istituto Einaudi Ceccherelli

Per i servizi igienici Maccanti raccomanda ai docenti «di non consentire l’uscita dalla classe a più di uno studente per volta» e ricorda ai collaboratori scolastici di «controllare il regolare flusso degli studenti ai bagni»

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PIOMBINO.  Fa discutere la decisione del preside Carlo Maccanti, dirigente dell’istituto tecnico professionale Einaudi Ceccherelli, di unificare i bagni. Senza distinzione tra ragazzi e ragazze. Maccanti scrive una lettera agli studenti e alle loro famiglie, ai docenti e a tutto il personale scolastico per spiegare meglio e difendere la sua scelta. «Si sa, alcuni stereotipi sono duri a morire (l’azzurro per i bambini e il rosa per le bambine; bambole per le femminucce e soldatini per i maschietti...) - scrive Maccanti - . Uno di questi stereotipi indicherebbe le studentesse più “amanti del pulito” rispetto ai maschi; cosa che da tempo viene smentita dai resoconti dei collaboratori scolastici, i quali rilevano un crescente e sorprendente “difetto di mira” anche nei bagni delle ragazze, senza contare altri tipi di residui riscontrati.

Contemporaneamente, qualcosa si sta muovendo riguardo a tali stereotipi e sono proprio i giovani a ricordarlo agli adulti, attraverso mentalità più elastiche, più libere da schemi precostitutiti. È successo pertanto che, quando i rappresentanti degli studenti del Parlamento regionale (il maggiore organo di rappresentanza studentesca) hanno inoltrato richiesta a tutte le scuole della regione per l’istituzione di servizi igienici unificati, questo Istituto ha accolto e attivato tali disposizioni, anche considerando che, mentre la legge prevede la presenza di servizi per disabili, nulla dice riguardo ai bagni separati per sesso». Inoltre «secondo regolamento interno, l’accesso ai servizi dell’Istituto si effettua singolarmente mediante chiavi disponibili presso i collaboratori scolastici. Questa adesione dell’Istituto è scaturita anche dal raffronto con altri istituti toscani che già l’avevano recepita e adottata ed è stata condivisa con i rappresentanti di istituto. È successo anche, inevitabilmente - aggiunge il preside - che una minoranza abbia sollevato obiezioni.

Se ne dà nota per dovere di trasparenza, ma la maggior parte dell’utenza ha risposto favorevolmente, riguardo a una pratica che già da tempo è consueta in svariati tipi di pubblico servizio. Poiché l’educazione e la maleducazione non hanno sesso, così come il senso di pulizia o la mancanza d’igiene, succede però ancora adesso, come già succedeva prima, che i collaboratori scolastici, quando si accingono alle pulizie, talvolta si trovino di fronte a spettacoli d’indecenza che nessuna studentessa e nessuno studente si sognerebbe di replicare in casa propria. Pertanto, si rinnova l’invito, a quei pochi che ancora si comportano a scapito di tutti gli altri, a mantenere vivo il senso del rispetto per ogni locale pubblico». Maccanti raccomanda poi ai docenti «di non consentire l’uscita dalla classe a più di uno studente per volta» e ricorda ai collaboratori scolastici di «controllare il regolare flusso degli studenti ai bagni, consegnando la chiave a chi la richiede nel corso delle lezioni e recuperandola dopo ogni utilizzo; verificare che la permanenza in bagno per ciascuno studente non determini file.

Come soluzione d’emergenza, può essere concesso l’accesso ai bagni dei docenti; custodire l’igiene e l’efficienza dei bagni, segnalando tempestivamente ogni manomissione o manifestazione contraria al decoro e alla pulizia; interloquire tempestivamente con i coordinatori di classe, o con i fiduciari di plesso».
 

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