Il Tirreno

Venturina

Poli, maratoneta a New York

Sara Chiarei

	Simone Poli all’arrivo con la moglie Lara
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Simone Poli all’arrivo con la moglie Lara

È stato un compleanno speciale per il presidente dell’Asd Venturina Calcio I 42 chilometri di Simone insieme alla moglie Lara, col sostegno di figli e amici

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VENTURINA. Una bellissima esperienza che profuma di impresa centrata. È questa la consapevolezza che si porterà a casa e nel cuore Simone Poli, presidente Asd Venturina Calcio che domenica scorsa ha partecipato alla 51esima Maratona di New York. Un’avventura iniziata quasi per caso. Affascinato dai racconti di chi vi ha preso parte in passato, ha deciso di tornare nella “Grande Mela” dove era stato anni prima, ma stavolta come podista. Al suo fianco la moglie Lara, determinata a correre in memoria di sua sorella scomparsa un anno fa.

«Vengo dal calcio - dice - e non ho mai avuto molta familiarità con la corsa. Ora pratico vari sport, vado in palestra e considero la corsa più una fatica che una vera passione». Ma allora perché partecipare alla maratona per antonomasia? «Già qualche anno fa – spiega – ho iniziato a fare qualche mezza maratona ma ho dovuto interrompere perché il calcio mi ha lasciato un po’di danni ai legamenti. Poi mi è capitato di ascoltare storie di amici che solo al ricordo di questa esperienza riuscivano ad avvertire ancora i brividi sulla pelle tanta era stata l’emozione. Così in occasione dei miei 50 anni ho deciso di regalarmi questo viaggio e questa avventura alla quale si è aggregata mia moglie».

La coppia ha iniziato ad allenarsi prima dell’estate scaricando tabelle di allenamento dal web ma già a luglio Poli ha dovuto fare i conti con uno strappo a polpaccio che gli è costato due mesi di stop. «Mi sono rivolto a medici, osteopati – racconta – ho fatto visite e risonanze perché ormai volevo assolutamente partecipare. Ho temuto di non arrivare al 42° chilometro ed esserci riuscito in 5 ore e mezza nonostante le condizioni non ottimali, è stata una vittoria tanto che il giorno successivo sono andato in giro con la medaglia al collo. Lara, che durante il mio infortunio aveva continuato gli allenamenti, si è presentata in buona forma ma ha comunque voluto aspettarmi per tagliare il traguardo insieme. La cosa più emozionante – sottolinea – è stato vedere all’ultimo chilometro i miei figli Sara e Alessandro che erano lì per sostenermi».

Per fare il tifo per lui sono volati fino a New York anche la fidanzata di suo figlio, la sorella Samanta con la sua famiglia e alcuni amici. «Nonostante la fatica – dice – è stato uno spettacolo. Ho attraversato la città trovando musica in ogni angolo e folle incredibili di persone pronte a sostenerti». Tuttavia Poli ora ride all’idea di ripetere l’impresa. «Al momento basta così – chiosa – magari più avanti, smaltiti i dolori, potrei riprovare la mezza».

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