Palazzo Coppedè tra degrado e rischio crolli. Zini: «La situazione è molto complicata»
PORTOFERRAIO. Il Palazzo Coppedè, la “cartolina di benvenuto” per chi scende dal traghetto e nei giorni scorsi ha ancora fatto parlare di sè. Date le sue condizioni sempre più fatiscenti, i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per evitare che qualche parte del palazzo, in questo caso alcune persiane, potessero staccarsi e cadere di sotto.
Lo stato della struttura si mostra ogni giorno più compromesso. Le finestre e le persiane che resistono sono pericolanti e sconnesse, tubi volanti, di energia elettrica o portatori di servizi idrici invadono, come una ragnatela la facciata posteriore, mentre al piano terra alcuni locali dalle porte scardinate sono pieni di rifiuti di ogni genere. E il tetto non è in condizioni migliori, in parte è crollato e rischia di implodere del tutto.
L’intervento dei pompieri è stato richiesto per due persiane pericolanti che si sono staccate in parte dai cardini. Gli uomini del distaccamento di Portoferraio infatti sono intervenuti nella parte posteriore per toglierle, visto che erano rimaste attaccate solo ad un gancio.
Il Comune di Portoferraio monitora la struttura e sta valutando quali siano le migliori soluzioni definitive. Ma i tempi non saranno velocissimi. «La situazione è complicata», ha spiegato il sindaco di Portoferraio, Angelo Zini che, dopo la ripetuta messa all’asta del bene, senza risultati, sta lavorando a nuove possibilità per una sua rinascita. «Qualche giorno fa è stato fatto l’intervento dei vigili del fuoco – ricorda – su richiesta di ufficio tecnico e polizia municipale per alcune situazioni di pericolo. E questo ci ha permesso di fare una verifica a più largo raggio con i vigli del fuoco».
Il sindaco non nasconde che la situazione del palazzo Coppedè è di estremo degrado, in un posto non facile, nel mezzo dell’area portuale. «Proprio per questo qualsiasi ipotesi di intervento o ristrutturazione – fa presente Zini – sconta complicazioni dovute alla viabilità o all’assenza di parcheggi. Il motivo per cui da anni, pur essendo l’immobile nel piano delle alienazioni non ha appetibilità sul mercato».
Una questione all’attenzione dall’amministrazione, che sta lavorando con privati interessati all’immobile, vagliando le possibili soluzioni. «Stiamo verificato due situazioni – annuncia – in una sorta di partenariato tra il comune e soggetti privati ce può essere interessante. La soluzione non ce l’avremo domani mattina, nel frattempo monitoriamo la situazione, e laddove siano necessari interventi anche consistenti, per mettere fuori pericolo l’immobile, lo faremo».
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