La giornalista Monique dall’isola di Haiti all’Elba alla ricerca delle radici familiari: «Un mio antenato era di qui»
Il suo albero genealogico la porta sullo scoglio dove spera di trovare parenti
PORTOFERRAIO. «Per molti anni ho fatto ricerche sulle origini della mia famiglia e ho appreso che un mio antenato era nato all’Isola d’Elba. È stata una pista da esplorare». Monique Clesca, scrittrice e giornalista haitiana ha deciso di venire all’Elba e sulla costa Toscana da oggi a giovedì lla ricerca delle sue radici con l’ “History Rooting Tour: sur les traces de vos ancêtres”. Il viaggio prevede diverse tape sulle tracce delle vicende personali e storiche vissute dalla famiglia Clesca.
Una volta appreso dei suoi antenati infatti un’amica l’ha messa in contatto con ItalyRooting. «Nel giro di due giorni – racconta Monique – ho vissuto uno dei momenti più intensi della mia vita, quando ho tenuto tra le mani il certificato di nascita del mio bisnonno». Era Antonio Giuseppe Clesca, nato a Portoferraio nel 1813 figlio di un tenente ungherese. «Dalla ricerca sul mio Dna è emerso che sono italiana al 25 percento», aggiunge Monique che da quel momento ha considerato d’obbligo una visita alla terra dei suo antenati.
«Sono sopraffatta da poter visitare queste terre dove lui ha camminato. Voglio sapere che cosa è successo alle sue sorelle, a sua madre. Ho dei cugini qui? – domanda –. Ed una domanda su tutte, perché è andato ad Haiti?».
Dopo il 1815 si perdono tracce dei Clesca, tornati probabilmente in Francia dopo la fuga di Napoleone dall’Elba e successivamente trasferitisi nelle Antille, ai tempi colonia francese. Qui il suo antenato morì nel 1867, come è scritto sulla sua lapide del cimitero di Saint Marc che lo ricorda come viceconsole di Francia. A distanza di quasi 210 anni da quel settembre del 2013 una degli eredi di Antonio Clesca, Monique, con il proprio figlio poco più che trentenne, Karim Daniel, ripercorre a ritroso le pagine della storia familiare per ritornare all’Elba.
Dopo numerosi viaggi nel mondo viene in Italia non da spettatrice, ma esploratrice, «italiana tra italiani», consapevole delle sue radici. «È un viaggio straordinario per “stabilire” la mia parte toscana – aggiunge – che rivendico con forza come anche la mia parte africana. Sto tornando nella terra dei miei antenati ed è un’emozione molto bella ed intensa».
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