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Ambiente e meteo

Elba, le piogge di settembre non attenuano la siccità


	 Nella foto il maltempo in arrivo a Pomonte lo scorso 1° ottobre
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 Nella foto il maltempo in arrivo a Pomonte lo scorso 1° ottobre

I dati: con 70,2 millimetri per metro quadrato è stato il mese più piovoso del 2022, ma i campi soffrono

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PORTOFERRAIO. Un settembre finalmente piovoso per un’Elba dal suolo ultra “assetato”. Dallo scorso mese di gennaio l’isola è nella morsa della siccità, come nel resto Italia. Fino ad agosto sullo “scoglio” si è registrata la massima carenza idrica dal 1955. I dati statistici dello scorso mese – forniti al Tirreno dal Consorzio Lamma, che cura il servizio meteorologico toscano, e specificatamente dal ricercatore Giorgio Bartolini – segnano un lieve miglioramento. Secondo le registrazioni della stazione meteo di Portoferraio, nel mese scorso la natura ha regalato finalmente 70,2 millimetri di pioggia per metro quadro nell’arco dei 30 giorni. Un dato che fa risultare il mese di settembre il più piovoso, finora, di tutto l’anno in corso.

La pioggia nel 2022

Secondo i dati forniti dal Lamma a gennaio i millimetri di pioggia sono stati 28,4 millimetri, nel mese successivo 21, a marzo 35,4, il mese della Pasqua 25,2, a maggio 30,8. Poi la siccità si è fatta più acuta con un giugno che ha segnato 0,4 millimetri per metro quadro, quindi luglio un misero 0,2 e ad agosto una risalita a 21. Così settembre, per il momento, è il mese più piovoso dell’anno. Bartolini fa notare che i 70,2 millimetri di pioggia dello scorso mese sono in linea con gli anni scorsi. Dal 1991 al 2020, infatti, a Portoferraio sono caduti in media 77,2 millimetri di pioggia.

I dati storici

In ogni caso ad oggi, nonostante la pioggia di settembre, questo 2022 risulta uno degli anni meno piovosi di sempre. Per la precisione è il terzo più arido dal 1955. In cima alla classifica c’è il 1998 con 179,2 millimetri, poi il 1962 quando i millimetri furono 120,9 e quindi il 2022 che ha registrato 232, 8.

L’effetto sulle falde

Questi dati danno la misura dell’emergenza in corso in questo 2022. La siccità incide sulle falde acquifere perché l’assenza di pioggia provoca carenze di acqua nel sottosuolo. Scarsità che fa a diminuire la portata dei pozzi e anche delle sorgenti. Un fenomeno che si registra anche sull’isola dove i molti prelievi idrici dal sottosuolo servono anche a irrigare i campi destinati alle coltivazioni.

I campi hanno sete

A questo proposito, come detto in altri nostri servizi nei mesi addietro, gli agricoltori quest’anno hanno dovuto affrontare difficoltà maggiore proprio per via di una siccità che è stata superiore a quella media. In particolare ne hanno risentito tutti coloro che sono impegnati nella coltivazione degli ortaggi. Come ha ricordato in passato l’agronomo Italo Sapere di Porto Azzurro, è stato necessario, in estate, praticare l’aridocoltura, vale a dire innescare tecniche di coltivazione che prevedono il risparmio di acqua e la lavorazione del terreno mirata al risparmio idrico.

La possibile soluzione

Intanto Asa, Azienda servizi ambientali, fornisce prospettive interessanti. I suoi tecnici puntano al riuso delle acque purificate del depuratore di Schiopparello, per arrivare a irrigare i campi. Un modo per alleviare, se non superare, i problemi causati dalla siccità.

La tendenza di ottobre

Tornando ai dati della pioggia, va detto che il mese di ottobre si è presentato con alcuni episodi di pioggia. Ad esempio il primo di ottobre c’è stata una sorta di bomba d’acqua nella zona di Pomonte. Un fenomeno che però Lamma non può quantificare. In quell’area non ci sono infatti stazioni meteorologiche, se non quella di Patresi-Mortigliano, ma in quel punto il pluviometro ha registrato solo 2,2 millimetri di pioggia cadutia per cui si deduce che quel momento di intensa precipitazione non è arrivata da quelle parti. Una vera e propria bomba d’acqua che ha messo in difficoltà il paese che precede Chiessi, quando tra le 7 e le 8 del mattino, per la tanta pioggia e una forte grandinata sono risultati allagati dei locali commerciali e alberghi.



 

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