Il Tirreno

I bimbi iscritti sono pochi. Chiude l’asilo delle suore

Luigi Cignoni
I bimbi nel giardino della scuola del Poggetto che lo scorso
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I bimbi nel giardino della scuola del Poggetto che lo scorso

Porto Azzurro. Impossibile far quadrare il bilancio con 17 alunni

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PORTO AZZURRO. Il portone al Poggetto, sede fino allo scorso 31 agosto della scuola d’infanzia parificata gestita dalle suore appartenenti all’ordine delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli, è chiuso. È la prima volta che succede da quando le religiose, dall’inizio del Novecento, si sono stabilite in questo centro elbano. Costrette ad alzare bandiera bianca, perché non riuscivano più a far quadrare il bilancio del centro. Troppi pochi i bambini iscritti, 17 in tutto, nonostante che le famiglie versassero nelle casse della scuola la retta mensile di 185 euro.

La chiusura arriva sebbene il Comune non si sia mai tirato indietro nell’offrire un contributo e malgrado si registrassero anche delle provvidenziali donazioni da parte di privati e associazioni. Ma era diventato impossibile pagare lo stipendio alle maestre, ai dipendenti e alla cuoca che prestavano servizio nella struttura. «Poi, come se non bastasse, c’erano anche bambini di famiglie meno abbienti che non si potevano permettere di pagare la retta, ma che le suore lo stesso accoglievano – sottolinea il sindaco Maurizio Papi –. Le religiose capivano il disagio e prendevano lo stesso questi bambini, non facendo mancare loro niente».

Si sono praticate tutte le strade, pur di non raggiungere un simile epilogo. Perfino si era pensato al cambio di gestione dell’istituto parificato, affidando la scuola al Centro servizi società cooperativa sociale. Inutile anche l’aiuto della Regione Toscana, arrivato grazie all’intervento degli amministratori, pari a 2.306, 89 euro, come contributo relativo agli anni 2020 e 2021.

Una goccia nel mare magno dei conti da far quadrare. Senza contare l’annoso problema che non nascono nuovi bimbi in paese. Prima del lockdown, complessivamente la popolazione di età scolare fino a cinque/sei anni di Porto Azzurro era pari a 120 unità: ottanta bambini frequentavano la scuola statale; il resto saliva al Poggetto.

Lo staff all’epoca era composto da cinque maestre: di cui due suore, una maestra dei mezzani, un’altra dei piccoli e infine una maestra diplomata Isef. Il quadro dei dipendenti si completava con un collaboratrice scolastica esterna. «La nostra comunità – considera sempre il sindaco Papi – dobbiamo molto alle suore sia nell’educazione della nostra gioventù, sia per tutte le opere buone che sono state compiute nel nostro paese e non solo».

La comunità religiosa di San Vincenzo de Paoli è presente a Porto Azzurro fin dal 1905. Inizialmente la scuola materna (o semplicemente asilo come lo chiamano gli abitanti) era situata in via Cerboni. A partire però dal 1965 si trasferì nella villa chiamata Poggetto che un benefattore aveva lasciato alle suore. E con questo nome è rimasta fino ai nostri giorni.

«Il futuro? – si domanda il sindaco Papi –. Stiamo valutando la possibilità di trasformare le aule per realizzare un asilo nido. Ma dobbiamo appurare se ci sono tutte le prerogative previste dalla normativa vigente, per dotare il Poggetto di una nuova e inedita destinazione».

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