Il Tirreno

È morto a 78 anni Franco Perlini. Operaio e storico militante del Pci

Gabriele Buffoni
Un primo piano di Franco Perlini
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Un primo piano di Franco Perlini

Viveva a Cecina ma per anni ha lavorato alle acciaierie di Piombino

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PIOMBINO. Si sono tenuti ieri pomeriggio i funerali di Franco Orlando Perlini, 78 anni, per anni dirigente del Palazzi Calcio (la locale squadra di San Pietro in Palazzi) e in passato anima politica della sinistra cecinese.

Il suo animo combattivo, che sempre l’aveva caratterizzato nella sua lunga militanza nel Pci, alla fine ha dovuto arrendersi alla malattia che da tempo lo debilitava: si è spento nella stanza della casa di riposo “Tombolo” di Cecina, dove si trovava ricoverato da qualche tempo. Da quando le sue condizioni erano drasticamente peggiorate, rendendo vano qualunque intervento.

Nato nel 1944 a Roma, ben presto si era trasferito sulla costa labronica a causa del lavoro del padre, operaio alla Italsider di Piombino. Proprio nella città delle acciaierie aveva trascorso la sua infanzia, iniziando prestissimo – appena adolescente – a lavorare per aiutare il bilancio economico della sua numerosa famiglia (che oltre al padre, alla madre e a lui contava anche due fratelli e due sorelle) . Dopo un impiego in un panificio e altri lavoretti di minore rilievo, una volta terminato il servizio militare e tornato a Piombino iniziò a lavorare come saldatore e fu a sua volta assunto nella fabbrica dove lavorava il padre.

Da sempre vicino agli ambienti politici della sinistra comunista e operaia, nella Italsider e poi nella Lucchini fece parte dei comitati di fabbrica, battendosi strenuamente per i diritti dei lavoratori come lui. Nel frattempo, sposatosi con l’amatissima Maria Flora e messa su famiglia a sua volta, nel 1979 si trasferì a Cecina continuando a lavorare nelle acciaierie come pendolare. Qui proseguì la militanza politica nel Pci convergendo poi – una volta scomparso il partito comunista – nel Pds (il Partito Democratico della Sinistra) . «Credeva fermamente nell’educazione politica dei giovani – lo ricorda il figlio Sergio, che lascia insieme alla nipotina Giorgia e alla compagna di lui Veronica – per questo si è sempre speso per trasmettere i suoi valori ai ragazzi che si avvicinavano alla politica».

Tra questi, anche il sindaco di Cecina Samuele Lippi che ne ricorda «la forte passione sociale e politica, che nel suo caso era inversamente proporzionale alle sue ambizioni carrieristiche e ancora di più alla ricerca del denaro – racconta il primo cittadino – per noi ragazzi dell’epoca era come un padre buono: lasciò la politica nel’98, quando il Pds si trasformò nei Democratici di Sinistra: non si riconosceva più in quei valori, ma non ci ha mai fatto mancare la sua vicinanza. Ad esempio alle Feste dell’Unità, anche in cucina».

Raggiunta la pensione, Perlini si è dedicato con grande energia all’altra sua grande passione: il calcio, nello specifico la squadra locale di San Pietro in Palazzi di cui è stato a lungo dirigente accompagnatore. «Mi ha sempre raccontato che quegli sono stati gli anni più belli della sua vita – racconta il figlio Sergio – che ha trascorso con grande felicità al fianco di tanti amici cecinesi».

Nel 2011, proprio durante una partita del Palazzi, fu colpito da un malore che ne compromise drasticamente il fisico. Accudito dalla moglie, le sue condizioni hanno iniziato a peggiorare dalla sua scomparsa, dieci mesi fa. La salma – vestita con la tuta sportiva – sarà cremata e le sue ceneri riposeranno accanto a quelle della consorte nel cimitero di Monteverdi Marittimo.

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