Jsw, in centinaia all’assemblea: «Il governo dia garanzie per il futuro di Piombino»
Presidio al cavalcaferrovia e dibattito all’interno del Palatenda tra sindacati e istituzioni. «La maxi commessa per le rotaie? Prima servono certezze sugli investimenti degli indiani»
PIOMBINO. La commessa miliardaria per la fornitura delle rotaie, qualora venga assegnata agli indiani della Jsw, dovrà essere un perno del rilancio e non un cappio al collo della città. Anche perché Piombino, dopo anni di stallo, non è più disponibile a farsi prendere in giro e vuole garanzie e impegni precisi.
È questa la sintesi delle tante voci dei sindacati, istituzioni locali e dei lavoratori della fabbrica piombinese che, ieri mattina, hanno partecipato all’assemblea pubblica convocata dai sindacati metalmeccanici uniti Fim, Fiom, Uilm, Usb e Uglm. Alcune centinaia di lavoratori e cittadini prima hanno dato vita a un presidio lungo il cavalcaferrovia di Largo Caduti sul lavoro e poi hanno riempito il Palatenda per assistere alla tavola rotonda alla quale hanno partecipato le segreteria nazionali dei sindacati (Guglielmo Gambardella per Uilm, Gianni Venturi per Fiom, Sasha Colautti di Usb, Antonio Spera per Uglm e Valerio D’Alò per Fim), il sindaco di Piombino Francesco Ferrari e il presidente dell’Autorità di sistema portuale Luciano Guerrieri. Assente per un impegno il presidente Eugenio Giani, che è intervenuto telefonicamente (il pubblico lo ha un po’ beccato per questo e per il suo intervento che ha riguardato più il rigassificatore che il futuro della fabbrica). Tra i presenti anche il deputato del Pd Andrea Romano e il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni: «Tutto l’acciaio che deve essere consumato nel nostro Paese deve essere prodotto qui: abbiamo le maestranze e le strutture adeguate per farlo. Attendere ancora sarebbe un atto criminale», hanno detto.
Riflettori accesi
L’obiettivo dell’assemblea di ieri era riaccendere i riflettori sulla vertenza sfiancante di Jsw. «Chiediamo alle istituzioni di fare fronte comune e di parlare un unico linguaggio», hanno scritto le rsu dei sindacati in un documento che hanno letto in apertura di assemblea: «È evidente a tutti che l’attuale proprietà sta trascinando e depauperando in maniera imbarazzante la fabbrica, gli impianti e le persone». Il simbolo della mattinata, dopo la chiusura dell’assemblea con le parole del segretario nazionale della Fim Valerio D’Alò, è stato il corteo dei lavoratori fino alla rotatoria di via della Resistenza. Un’immagine di unità: dei sindacati, dei lavoratori e delle istituzioni locali. Per questo l’idea è quella di elaborare già nei prossimi giorni un documento unitario da consegnare nelle mani del presidente della regione Eugenio Giani che sintetizzi le richieste prioritarie per il rilancio di Piombino da sottoporre al governo.
la partita delle rotaie
A Piombino i lavoratori provano a rendere visibile una vertenza che rischia di finire in un vicolo cieco. Intanto però sui tavoli romani, l’azienda e il ministero, che non convoca i sindacati piombinesi dallo scorso dicembre, si muovono per chiudere la commessa miliardaria per la fornitura delle rotaie a Rfi. Oggi si riunisce infatti il consiglio di amministrazione di Rfi, nel quale saranno poste le basi per la trattativa privata per l’affidamento della commessa decennale (2,4 miliardi di euro dovrebbe essere il valore in gioco). «Affidare ora quella commessa senza prima aver ottenuto delle garanzie certe da parte dell’azienda sarebbe una scelta scellerata», ha detto il sindaco di Piombino Francesco Ferrari durante la tavola rotonda, spiegando come gli accordi di programma firmati fino ad oggi, dal punto di vista giuridico, non abbiano in alcun modo vincolato la proprietà dello stabilimento al mantenimento degli impegni assunti fin dal 2018. L’idea del sindaco, condivisa dai sindacati e dalle istituzioni, è ottenere dall’azienda delle clausole e delle garanzie chiare – come in un contratto – sul fronte degli investimenti, dell’occupazione (nel piano presentato si parla di 1200 lavoratori, con 400 lavoratori che di conseguenza sarebbero in esubero) e delle bonifiche. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale Luciano Guerrieri ha parlato di «stallo imbarazzante da superare», della necessità di «conquistare un tavolo con il governo» e della necessità di «intraprendere un’iniziativa di sistema locale» nella quale inserire le richieste che il territorio intende avanzare.
I sindacati avanti insieme
Al termine dell’assemblea le organizzazioni sindacali hanno affidato a un documento unitario il pensiero relativo alla questione della commessa delle rotaie e del piano industriale di Jsw Italy. «In vista del cda di Rfi (convocato per oggi ndr) per l’eventuale assegnazione a Jsw dell’ordinativo pluriennale per la commessa di Rfi – scrivono dalle segreterie nazionali e territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Uglm e Usb – chiediamo al presidente Draghi e al ministro Giorgetti che in tale eventualità sia garantito un piano di investimenti all’interno del sito di Piombino, finalizzati non solo alla trasformazione e finitura del prodotto, ma anche alla produzione di acciaio primario nell’ambito di un piano industriale che garantisca continuità produttiva e conseguente tutela dei livelli occupazionali». I sindacati chiedono inoltre di essere convocati quanto prima dal governo, definito «latitante».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
