Il Tirreno

IL CASO

Piombino, operai lasciati senza stipendio: lo riscuotono dopo un anno

M.M.
Un operaio impegnato nella saldatura di profilati metallici (foto d’archivio)
◗
Un operaio impegnato nella saldatura di profilati metallici (foto d’archivio)

Si chiude positivamente la vertenza dei manutentori della ditta Wielo Macelloni (Fiom): «Grazie a Sicmi, azienda responsabile in solido per l’appalto»

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Dopo oltre un anno riscuotono le mensilità arretrate. I tredici operai della ditta polacca Wielo sono finalmente riusciti a recuperare il dovuto. A Piombino stavano lavorando in appalto in un cantiere di costruzione yacht della Sicmi quando si erano rivolti alla Fiom-Cgil per far tutelare i loro diritti.

A febbraio dello scorso anno avevano dato vita a una rumorosa protesta davanti al cantiere della Sicmi. In prevalenza saldatori, manutentori e carpentieri erano stati ingaggiati per coprire un lavoro a tempo nel cantiere piombinese. Secondo quanto ricostruito all’epoca protestavano sul marciapiede davanti all’azienda perché il responsabile della ditta Wielo per cui lavorano era tornato dalla Polonia per prendere l’attrezzatura e il gruppo di operai temeva che volesse ripartire. Cosa che gli volevano impedire, se prima non fossero stati pagati. Sul posto intervennero Polizia di Stato e agenti della Municipale, insieme al sindacalista Mauro Macelloni, responsabile dell’indotto per la Fiom Cgil, a cui i lavoratori polacchi si erano rivolti.

La maggior parte di questi lavoratori doveva riscuotere due stipendi arretrati ma c’era anche chi doveva riscuoterne tre di mensilità. Storia complicata, dal punto di vista burocratico e pure della reciproca comprensione. Sicmi ha pagato quanto dovuto alla ditta, ma andava chiarito quanto poi di conseguenza è stato riscosso dai singoli. Già all’epoca la Sicmi si rese disponibile a fare quanto in suo potere.

«Oggi possiamo finalmente affermare che questa vertenza si è conclusa positivamente: i 13 lavoratori sono infatti riusciti a ottenere tutto quanto spettava loro – afferma Macelloni della segreteria provinciale Fiom Cgil – . Un ringraziamento particolare alla Sicmi, azienda responsabile in solido per l’appalto affidato alla Wielo: è stata infatti proprio la Sicmi a saldare le spettanze arretrate di questi 13 operai». Che conclude: «In alcuni casi dietro agli appalti presenti all’interno dei grandi cantieri possono nascondersi storie di diritti non rispettati: questa vicenda dimostra però ancora una volta che grazie alla Fiom i lavoratori possono essere legittimamente tutelati».



© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web