Il Tirreno

Aiuti, accoglienza e scuole aperte. L’isola mobilitata per l’Ucraina

Stefano Bramanti
Alcuni degli scatoloni in partenza dall’isola d’Elba con aiuti per il popolo ucraino
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Alcuni degli scatoloni in partenza dall’isola d’Elba con aiuti per il popolo ucraino

Ondata di solidarietà a favore dei profughi: ecco la situazione a Portoferraio e Campo nell’Elba 

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PORTOFERRAIO. Elba mobilitata di fronte al dramma della guerra esplosa il 24 febbraio in Ucraina. La solidarietà cresce come è successo per nel periodo più duro della pandemia. Una crisi che si è acuità perché bombe, morti e distruzioni sono peggio del coronavirus: un vaccino contro la guerra non esiste. Ecco una prima mappatura della mobilitazione nei sette Comuni isolani. Cominciamo da Portoferraio e Campo nell’Elba.

Al momento oltre 20 ucraini profughi sono arrivati nel porto mediceo e napoleonico. Allo stesso tempo aiuti materiali partono verso il confine paese colpito dal conflitto. Il sindaco Angelo Zini informa che «abbiamo messo in piedi una rete di solidarietà, un percorso per l’accoglienza di chi è fuggito dalle bombe. Al momento sono arrivati oltre 20 profughi nel nostro territorio. La Caritas del Duomo gestisce uno specifico centro a Villa Biagini, in via Bini, tutti i giorni dalle 10 alle 12 dalle 15 alle 17. Talvolta possono essere presenti ucraini che fanno da interpreti, ce ne sono tanti sulla nostra isola per motivi di lavoro e l’accoglienza è seguita anche dalla vice prefettura. Chi arriva deve fare il tampone rapido o molecolare entro le 48 ore, a San Martino dalle 10 alle 12,30, tutti i giorni feriali, possibilmente muniti della carta d’identità. Se il profugo non lo ha già fatto poi dovrà vaccinarsi. Anche la questura alle Ghiaie è impegnata per ricevere le dichiarazioni di presenza, che devono fare anche coloro che ospitano lo straniero. Quindi l’Asl, alla palazzina di San Rocco, dalle 9 alle 12 per ottenere l’assistenza sanitaria temporanea degli stranieri. Altro ruolo importante è quello della cooperativa Arca (0565 914108, ndr) è quello della protezione civile presso la Misericordia (800 694929, ndr) enti che danno le informazioni del caso comprese le istruzioni per far partecipare, secondo il livello di età, i giovani alla vita scolastica presso il Comprensivo di Portoferraio o alle superiori, Cerboni e Foresi, e chi ha più di 15 anni partecipa ai corsi di alfabetizzazione».

In merito agli aiuti in uscita, che partono per il confine con l’Ucraina, invece è operativo un centro di raccolta che dalle ex Poste Italiane si è trasferito all’Anpas di viale Elba, coordinato da Paolo Magagnini. «Arrivano scatoloni di cibo, medicinali e quant’altro, da destinare verso i luoghi del bisogno, dove arriva chi fugge – specifica il volontario – e il nostro furgone Anpas è partito carico per il centro toscano di smistamento di Galleno». Lo scorso 10 marzo anche i volontari di “Elba no limits” sono partiti per raggiungere la Romania con materiali necessari ai profughi.

Anche dal comune di Campo, retto da Davide Montauti, si appende che «stiamo organizzando gli aiuti con la pro loco di piazza Granatieri. Nella sede avviene la raccolta di cibo e farmaci, d’Intesa con la Misericordia di Portoferraio e invece per quello che riguarda l’accoglienza abbiamo fatto un appello a tutti i nostri concittadini per offrire locali ad eventuali profughi. Allo scopo si può telefonare anche in comune allo 0565 979332».

Carlo Orlandini, che coordina la Pro Loco locale, e altri volontari tra cui Giorgia Torelli, Antonella Durigon e Antonio Rivieccio ci spiegano: «Dal 2 di marzo è cominciata la raccolta di beni di necessità per l’Ucraina. Abbiamo lanciato messaggi sui social in merito. La risposta è stata immediata da parte della cittadinanza e il 5 marzo abbiamo fatto la prima spedizione di notevole quantità, con decine di scatoloni riempiti e consegnati al centro di raccolta alle Poste di Portoferraio. Una seconda spedizione è stata fatta l’11 marzo tramite la Misericordia che è venuta a Campo con un furgone. Siamo attivi ogni giorno dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 17,30. Arriva di tutto grazie alla generosità della gente; noi confezioniamo gli scatoloni e lo affidiamo alla gestione di Portoferraio per il viaggio finale. Grazie a tutti».

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