Il Tirreno

Guardia medica, la protesta ha la voce dell’ex sindaco

Giorgio Piglia
La sede del distretto sanitario a Monteverdi Marittimo
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La sede del distretto sanitario a Monteverdi Marittimo

Chiama per una visita a domicilio e si sente rispondere di scendere a Donoratico. «L’Azienda sanitaria non può lasciare scoperta di notte una zona così vasta»

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MONTEVERDI. Una sera c’è. Un’altra no. Cresce il malcontento per il servizio di guardia medica notturna residenziale che a Monteverdi Marittimo da tempo è a corrente alternata. Le segnalazioni per un mancato servizio in paese si susseguono, l’ultima arriva da Carlo Giannoni, l’ex sindaco, persona al solito misurata perché i problemi delle istituzioni locali e della sanità li conosce bene per essersi confrontato con le varie difficoltà nei lunghi anni della sua attività di politico e di amministratore pubblico.

Sabato sera Giannoni si trova a casa della suocera e la signora che le fa compagnia sta male. Così racconta l’ex sindaco di Monteverdi: «Aveva molta tosse, respirava con la bocca, si misura la febbre, è a 38,5° C». Di sera il primo soccorso a Monteverdi può solo venire dalla guardia medica.

L’ex sindaco si preoccupa per le condizioni della signora e chiama il numero di telefono indicato dall’Azienda sanitaria, rispondono: «Si vesta, prenda una Tachipirina e venga giù a Donoratico, con tutte quelle curve salire a Monteverdi ci vuole un’ora…». «Un’ora – commenta Giannoni esterrefatto – c’è tutto il tempo… per andare all’inferno». Alla fine il medico di guardia arriverà più tardi e presterà le prime cure alla donna. Che domenica è stata ricoverata all’ospedale per broncopolmonite.

«Siamo completamente abbandonati» afferma il giorno dopo la telefonata Carlo Giannoni, ripensando all’accaduto. Che prosegue: «Possibile che l’Azienda sanitaria non si renda conto che non può lasciare scoperta di notte una zona vasta come Monteverdi Marittimo, con poderi sparsi su 100 chilometri quadrati di territorio comunale».

L’episodio raccontato dall’ex sindaco monteverdino è l’ultimo di una serie di casi che secondo i responsabili della sanità pubblica sono provocati dalla carenza di medici disponibili ai turni di guardia notturna nei piccoli paesi. Giorni fa, durante una riunione nella sala consigliare, il medico dell’ospedale di Cecina, dottor Fabio Paolo Scotto, esponente dell’opposizione, uscì con un’espressione molto esplicita: «Vogliono togliere la guardia medica a Monteverdi», poi stemperò l’affermazione precisando che «però per il momento è tutto fermo». Ma l’impressione che una sentenza sia già stata pronunciata è rimasta. E l’ultimo episodio sembra proprio confermare che si sta scrivendo la chiusura della guardia medica notturna a Monteverdi.

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