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Corruzione in Comune a San Vincenzo, chiuse le indagini: gli imprenditori e i politici che tremano
Sono arrivati alla spicciolata gli avvisi ai 26 indagati: i legali al lavoro in vista della fissazione dell’udienza preliminare
SAN VINCENZO. Gli avvisi sono arrivati in questi giorni ai 26 indagati. Alla spicciolata. Dopo quasi un anno esatto dall’esplosione dello scandalo giudiziario che portò all’arresto dell’allora sindaco di San Vincenzo Massimo Bandini, il 9 marzo del 2021. La Procura di Livorno ha infatti notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari agli indagati, alla quale seguirà la formulazione della richiesta di rinvio a giudizio degli indagati e, quindi, la fissazione dell’udienza preliminare.
Insomma, inizia ad avviarsi a conclusione la fase preliminare di un processo che si preannuncia particolarmente lungo, vista la mole di carte prodotte dalla Procura e il numero delle persone indagate. In questi giorni i legali degli indagati potranno prendere visione degli atti depositati in Procura, in modo da organizzare le difese in vista dell’udienza preliminare che si terrà nei prossimi mesi.
Era il 9 marzo del 2021, quando, in seguito al maxi blitz in municipio a San Vincenzo, sì palesò di fatto l’indagine che ha coinvolto 26 persone tra amministratori, tecnici comunali, professionisti e imprenditori. Con Bandini sono finiti nei guai anche la sua vice Delia Del Carlo, l’assessora al Turismo Elisa Malfatti e quello all’Urbanistica Massimiliano Roventini, oltre ad Antonio Russo, ex assessore ai Lavori pubblici nella precedente consiliatura e il consigliere comunale con deleghe per Eventi e spettacoli Dario Ginanneschi.
Diverse le posizioni, così come le ipotesi di reato contestati per i vari indagati, dall’abuso d’ufficio alla turbativa d’asta. Fino al profilo più grave: corruzione, per la quale furono arrestato il sindaco Bandini e gli imprenditori venturinesi Lauro e David Dal Pont. Il cerchio dell’indagine, iniziata già nel 2017, si è chiuso in questi giorni.
Diversi anche i filoni dell’inchiesta aperti dal pm Massimo Mannucci. Il principale, che ha dato il nome all’inchiesta, riguarda la realizzazione di una rotatoria a poca distanza dal Park Albatros, sulla Principessa per la quale, secondo le accuse della Procura, l’ex sindaco Bandini avrebbe chiesto una tangente pari al 2 per cento dell’appalto ottenendo così i soldi per finanziare la campagna elettorale.
Altro filone riguarda l’ex Faro con, anche in questo caso, il coinvolgimento della giunta dell’ex sindaco Bandini.
L’ipotesi della Procura, che dovrà essere dimostrata in tribunale, è che sull’ex Faro siano stati costruiti due permessi a costruire falsi. Da cui ne sarebbe conseguito un ingiusto vantaggio patrimoniale.
Terzo e ultimo filone è quello legato all’ex ristorante Girarrosto che vede indagati a vario titolo per l’ipotesi di abuso d’ufficio continuato e in concorso ai fini della realizzazione di una lottizzazione abusiva l’ex sindaco di San Vincenzo Massimo Bandini. Con lui figurano tra gli indagati l’allora segretario generale del Comune Salvatore De Priamo, il geometra Marco Sparapani in qualità di progettista e direttore dei lavori, Stefano Lazzerini come rappresentante legale della proprietà ex Girarrosto che fa capo a Garden House Spa e Agi Spa, e l’ex comandante della polizia municipale sanvincenzina Claudio Nassi.
Inutile dire come l’inchiesta abbia sconvolto gli equilibri della comunità sanvincenzina anche dal punto di vista politico. Dopo la caduta della giunta l’amministrazione comunale è stata commissariata per circa tre mesi (al vertice del Comune il viceprefetto Salvatore Parascandola), fino allo scorso ottobre, quando è stato eletto il nuovo sindaco Paolo Riccucci con la lista civica Officine San Vincenzo.
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