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Garden Toscana Resort, servono 100 addetti

Manolo Morandini
Garden Toscana Resort, servono 100 addetti

San Vincenzo, la struttura turistico ricettiva aperta da aprile a ottobre. Il direttore Luca Tonelli: «In piena stagione arriviamo a contare 250 dipendenti diretti, di cui una quota sono con noi da anni»

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SAN VINCENZO. In piena attività il Garden Toscana Resort conta 250 addetti diretti. «Abbiamo una quota di personale che ormai impieghiamo da quattro stagioni, ma restano un centinaio di posizioni aperte in vista della prossima stagione turistica». A tracciare il quadro è il direttore generale Luca Tonelli che sottolinea: «Apriamo ad aprile e si chiude il 30 ottobre. Sta ripartendo il movimento legato alle convention aziendali e per aprile e maggio abbiamo già molte richieste per eventi aziendali». Nel complesso turistico, realizzato nei primi anni Novanta a sud dell’abitato di San Vincenzo, dopo la crisi in cui è precipitata Valtur che lo aveva in gestione, la proprietà che fa capo alla famiglia Ravazzani dal 2018 ha voltato pagina. Ed ha sposato un approccio che va sotto l’insegna Principio naturale. Ovvero, come sintetizza il direttore Tonelli: «Stare in un posto bello, rilassante e che ci fa bene. L’ottica è quella della gentilezza e dell’attenzione alle persone e alla natura».

Il resort si caratterizza per gli ampi spazi verdi. «È da qui che siamo ripartiti e ogni anno abbiamo investito per costruire un modo nuovo di offrire un’esperienza di vacanza. Un’offerta per famiglie, che scelgono di stare insieme nella natura». La cornice per Tonelli è fondamentale, anche nell’ottica del personale. «Si tratta di organizzare la squadra che assisterà i nostri ospiti per la stagione in arrivo – sottolinea –. Insieme a tutti i responsabili dei vari reparti, la direzione operativa e logicamente quella delle Risorse umane abbiamo costruito un modello di ricerca e selezione che ha il dichiarato obiettivo di raggiungere alti livelli di standard di servizio e generare una migliore esperienza del cliente su tutti gli aspetti della vita nel resort». Nel dettaglio, il modello «coniuga due aspetti essenziali, in un’ottica di crescita professionale e personale, elevate competenze tecniche e l’approccio alla relazione interpersonale. Tutto deve essere fortemente armonico e portare a una visione di benessere complessivo, dove il fattore umano e quello naturale devono coesistere in un perfetto equilibrio. Gentilezza e sorriso possono sempre accompagnare le azioni e i diversi “lavori” che vengono svolti in un ambiente unico e accogliente».

A chi guarda al Garden Toscana come a un’opportunità di lavoro stagionale molti dei profili ricercati sono legati alla ristorazione e bar. «Abbiamo diverse posizioni aperte poiché all’interno del complesso turistico gestiamo più di otto postazioni, di cui cinque ristoranti. Quest’anno avremo anche un ristorante aperto al pubblico, si trova all’esterno del resort, è l’ex Giglio del mare. Solo per i servizi in sala diamo lavoro a 70 addetti». Il Garden Toscana cerca varie figure professionali da inserire nel proprio organico: receptionist, addetto alle risorse umane, magazziniere, manutentori campi da tennis, istruttori di paddle e tennis, maître, chef de rang, bartender e bar lady, addetti al bar e runner.

La modalità per presentare la candidatura è attraverso il sito gardentoscanaresort.com accedendo alla sezione “Lavora con noi”. Inoltre, c’è l’appuntamento per incontrare di persona i selezionatori: il 25 febbraio dalle ore 9 alle 13 al Centro servizi dell’Ente bilaterale per il turismo toscano (Ebtt), in via Piave 3 a San Vincenzo, dove è richiesto di presentarsi con copia del curriculum vitae aggiornato. «Il nostro obiettivo è dare lavoro a persone del luogo, anche se ci troviamo obbligati per coprire tutte le posizioni di cui abbiamo bisogno a ricorrere a personale da fuori. Un aspetto che per l’azienda rappresenta una voce di costo, abbiamo 70 camere per il nostro personale e una mensa dedicata». Il complesso turistico dopo aver provato in Toscana ha avviato un rapporto con l’Istituto alberghiero Vespucci di Milano. «Oltre il 70 per cento dei ragazzi che vengono da noi per uno stage vengono assunti come apprendisti».

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