Il Tirreno

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Affamati, assetati e “aiutati” dagli incivili: i gabbiani assaltano cestini e pozzanghere

Stefano Bramanti
Un gabbiano si alimenta in un cestino porta rifiuti in centro città
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Un gabbiano si alimenta in un cestino porta rifiuti in centro città

Siccità, carenza di pesce e i rifiuti di chi non fa il porta a porta: la città è invasa dagli uccelli di mare ormai in soprannumero

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PORTOFERRAIO. L’isola sta vivendo una grande siccità, come accade in altre parti della Toscana e d’Italia. Ma i gabbiani, in soprannumero all’Elba, come segnala il veterinario Andrea Osano, oltre al bisogno di acqua devono anche trovare del cibo. Un mix che rischia di diventare esplosivo.

Notoriamente vengono chiamati “gli spazzini”, per mare e per terra, e infatti si danno da fare per accaparrare qualsiasi cosa da mangiare ogni dì. In questo periodo sono molto attivi su qualsiasi pozza d’acqua, sui cestini dei rifiuti e sulle spiagge. Alle Ghiaie, in settimana, una bimba ha gettato in mare un pezzetto di pane e subito sono accorsi a riva gabbiani in abbondanza, circa 100, per conquistare quel morso di filoncino.

Quindi i volatili sono alla ricerca continua di alimenti. E la cosa è agevolata in quanto in diversi porta rifiuti, che sono disseminati nella città medicea e napoleonica, vengono depositati in maniera del tutto scorretta sacchetti stracolmi di rifiuti casalinghi. Dovrebbero essere invece conferiti secondo le regole della raccolta porta a porta o collocati nei grandi contenitori che Esa ha predisposto nei condomini o in certe aree. Il cestino cittadino dovrebbe servire solo a chi passa per gettare rifiuti inorganici di piccola taglia, per evitare che vengano gettai a terra.

Il risultato è che cresce la sporcizia nella città anche perché i gabbiani provano ad aprire i sacchetti, ci riescono spesso e parti dell’immondizia si spargono in strada.

«Questo fenomeno negativo per l’ambiente isolano e la città di Portoferraio in particolare – dice il veterinario Andrea Osano – è favorito dai cambiamenti climatici in atto nel mondo e dalla carenza alimentare per questi animali, i quali sono in soprannumero all’Elba. Questi comportamenti sono acuiti anche dalla siccità e dalla carenza alimentare: nel corso degli anni si è avuta una decisa mancanza di pesci che i gabbiani potrebbero catturare. E questo riguarda anche altre specie di volatili e in altre aree del pianeta, dove si registrano comportamenti analoghi».

«Questa situazione – conclude – porta i gabbiani a cercare cibo tra i rifiuti degli umani. Loro, come altri volatili, cercano di mangiare da qualunque fonte, compresi appunto gli scarti alimentari contenuti nei sacchi dell’immondizia».

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