Il Tirreno

Lupi vicini alle città Ora l’Osservatorio Wwf Val di Cornia «Convivere si può»

Cecilia Cecchi
Branco di Monte Calvi (Fototrappola Wwf). Foto di un lupo scattata dagli operai vicino all’area dell’altoforno
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Branco di Monte Calvi (Fototrappola Wwf). Foto di un lupo scattata dagli operai vicino all’area dell’altoforno

Avvistamenti anche all’interno delle acciaierie. Monitoraggio con videotrappole e informazioni ai cittadini 

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PIOMBINO. Censire quanti lupi ci sono nei boschi della Val di Cornia. Fare da ponte tra chi si sente minacciato e chi può aiutare. Sfatare i falsi miti in circolazione da sempre. Questi sono tra gli obiettivi principali del nuovo nato Osservatorio Lupi Val di Cornia, all’interno del Wwf Livorno. Necessario visto che anche qui si registrano attacchi ai greggi.

I social sono affollati di preoccupanti foto vicino alle città. E si segnalano avvistamenti emozionanti, come quello raccontato – anche fotograficamente – dai lavoratori del reparto Movimento ferroviario della Piombino Logistics vicino all’altoforno.

«In linea con quanto sta sostenendo il Wwf Italia lungo la penisola – spiega Michele Bacci tra i cinque (al momento) volontari Wwf che seguono l’Osservatorio – è quello di affiancare chi studia il predatore, con le nostre osservazioni e con videotrappole, in modo da avere un quadro più chiaro e preciso della sua presenza sul nostro territorio. Intento anche didattico – prosegue Bacci –, perché vogliamo cercare un dialogo con i cittadini, le amministrazioni e gli allevatori per divulgare una cultura di convivenza con il lupo, quale indispensabile elemento di stabilità per gli equilibri ecosistemici ed economici. La nostra attività di monitoraggio è iniziata con il 2022, supportata dall’acquisto – sottolinea – e il posizionamento di tre videotrappole, qui in Val di Cornia. Per chi volesse avere notizie sul nostro operato, partecipare e lasciare segnalazioni, può farlo all’indirizzo e-mail: valdicornia@osservatoriolupi.it».

Referente e contatto tra l’Osservatorio locale e quello “strategico” Wwf Italia Stefano Gualerci, vicepresidente Wwf Livorno: «L’Osservatorio nasce ufficialmente adesso nel 2022 – dice – per il censimento con fototrappole sulla presenza dei lupi, da condividere con il Wwf nazionale e anche con l’ Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). Ma saremo concentrati anche sulla condivisione di una corretta informazione: organizzeremo incontri sul territorio e proiezioni di documentari al cinema. Bisogna evitare l’allarmismo come accaduto pochi giorni fa a Lucca coi lupi segnalati a due passi dalle mura. Solo comprendendo l’animale si potrà cambiare la percezione della convivenza che hanno gli allevatori. E questo lo si può fare solo con spiegazioni corrette». Che aggiunge: «Chiarimenti che valgono anche per chi va a fare passeggiate: anche qui si tende a richiamare solo paure infondate. Pur senza l’ufficialità, nel novembre scorso, i volontari Wwf Livorno sono stati insieme ai carabinieri forestali a Cecina in pineta per allentare la tensione assurda che si era venuta a creare con la segnalazione della presenza del lupo».

Tra gli impegni quello di consegnare materiale informativo agli Uffici relazione col pubblico dei Comuni. «Informazioni semplici anche per i cittadini che portano i cani nel bosco, devono sempre tenerli a guinzaglio. Nel caso raro di un incontro col lupo invece di far foto col telefonino, cambiare strada e non succederà nulla. In campagna mai cani a catena, oltre che essere vietato per legge è una “consegna” al lupo. Mai lasciare alimenti incustoditi; anche nelle colonie feline può diventare una pessima abitudine con cibo disponibile facile. Piccole azioni che altrove sono già diventate abitudine per la convivenza pure con gli orsi senza stravolgere la vita di nessuno». Per gli allevatori? «Li mettiamo in contatto con DifesAttiva, l’associazione grossetana nata che fornisce supporto sui sistemi di prevenzione, l’uso corretto dei cani da protezione del bestiame e i ricoveri. Pochi consigli per una convivenza pacifica».

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