Cinghiali, Zini contro i cacciatori «Stavolta non hanno ragione»
Il sindaco di Portoferraio replica al responsabile dell’Atc Carlo Simoni: «Non è vero che non li abbiamo incontrati, in realtà ce l’hanno col Parco»
PORTOFERRAIO. «Non sono d’accordo, più volte sono stati invitati i cacciatori a discutere del problema dei cinghiali». Parla così il sindaco di Portoferraio Angelo Zini, rispondendo a quanto aveva affermato Carlo Simoni presidente dell’Atc 10 sulle pagine del Tirreno. «Non veniamo mai convocati dai sindaci o da altri enti, nei loro incontri», aveva detto il responsabile dei cacciatori.
Zini non è d’accordo: «I cacciatori affermano da tempo che loro danno un contributo importante nel tentativo di contenere, tramite azioni di caccia, il numero di cinghiali sull’isola. Loro sono attivi nei periodi stabiliti dal calendario venatorio e quest’anno la Regione ha concesso loro di fare altre braccate straordinarie, proprio per cercare dì abbattere il numero maggiore possibile di ungulati. Non solo, è noto che loro sì lamentano dell’attuale situazione in quanto chiedono da sempre di poter avere deroghe o accordi eccezionali con il Parco, per poter effettuare le battute di caccia anche all’interno della aeree tutelate. Ma il Parco è abbastanza irremovibile su ciò. Sulla questione di non essere mai stati coinvolti in riunioni, non sono d’accordo. Come sindaco di Portoferraio, come presidente della Comunità del Parco, ho coinvolto in diverse occasioni l’Atc 10, invitandoli a una discussione, ad un confronto. Ed è stato fatto anche insieme agli altri sindaci. Li ho chiamati io ad altre riunioni come sindaco di Portoferraio. In realtà loro non sono soddisfatti soprattutto perché è in atto, come sappiamo, una richiesta varata dalla Comunità del Parco, all’unanimità, che ha richiesto alla regione Toscana di abolire il concetto che l’isola d’Elba è area vocata al cinghiale. Ancora non ci sono risposte dalla Regione, le attendiamo è certamente una volta cambiata la situazione, se la nostra richiesta andrà in porto, si dovranno prendere specifiche iniziative per creare un percorso condiviso con tutto il territorio isolano, al fine di contenere e ridurre il numero degli ungulati, fino a ipotizzare la totale eradicazione, se sarà possibile. Senza dubbio solleciteremo risposte da parte della Regione. Una volta ottenuta la modifica dovremmo decidere le strategie utili ad attuare gli interventi di un’Elba non più vocata al cinghiale».
«Allora – prosegue il primo cittadino del Comune di Portoferraio – i cacciatori avranno di sicuro un ruolo per agire e eliminare gli ungulati ormai diventati una costante minaccia ad ogni ambiente dell’isola. Ma com’è è noto i cacciatori non sono favorevoli a questa situazione».
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