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«Avanti con uguali principi» Il futuro secondo Gabrielli
Tra i soci paganti e i loro familiari gli iscritti sono scesi a circa seimila Ormai la metà delle risorse è garantita dai metalmeccanici in pensione
PIOMBINO. È una situazione meno complicata rispetto a qualche anno fa, quella che il neopresidente Luciano Gabrielli
si troverà a gestire. Dopo i conti in rosso, la Cassa mutua integrativa registra un consuntivo 2020 con un piccolo utile di 4 mila euro o poco più. Se le previsioni saranno confermate, un risutato simile ci sarà con il 2021. «Chi mi ha preceduto, Fabrizio Pennati, e l’intero consiglio, hanno fatto un gran lavoro. Certo, le difficoltà restano numerose», afferma l’ex segretario Fiom in pensione, passato a guidare l’ente di mutuo soccorso nato nel 1920 per volontà di operai metalmeccanici piombinesi che tassandosi garantivano aiuti a chi tra di loro non poteva permettersi cure. Per garantire loro il diritto alla salute, insomma.
«I conti reggono in funzione delle prestazioni erogate. Le quote versate dai soci, 55% pensionati, consentono comunque di fornire prestazioni ambulatoriali di alto livello con medici di qualità», prosegue Gabrielli.
Anche la Cmi dovrà affrontare il caro bollette luce e gas, che inciderà fortemente sul bilancio. L’obiettivo è trovare le risorse senza incidere sulle quote, ma trovando delle soluzioni compatibili con i principi del mutuo soccorso.
Il nuovo consiglio si è dato un orizzonte di tre anni. Il primo sarà riservato allo studio e alle verifiche, cercando di allargare la platea dei soci (adesso circa sei mila) tra metalmeccanici ed ex metalmeccanici. Dopo, si passerà al vaglio di altre soluzioni, sempre nell’ambito della solidarietà. Perché le radici sono definite inviolabili sia come principio ispiratore dell’ente, sia come contenuto statutario.
«Abbiamo tutte le carte in regola per convivere con il welfare aziendale», sottolinea il presidente. Per il futuro si sta studiando come incrementare le prestazioni, nello specifico nel ramo della cardiologia. Al vaglio anche altre soluzioni nei settori dove ci sia una richiesta importante da parte dei soci. Le valutazioni sono in corso con l’obiettivo di svilupparsi senza snaturarsi.
La situazione industriale ha modificato la composizione sociale della Cmi e ridotto le risorse. Su un totale di 2424 soci paganti, 1232 sono pensionati, 928 soci lavoratori (Jsw, Dalmine e ditte dell’indotto) e 264 nuovi soci, quelli che (dal 2018) hanno avuto la possibilità di riscriversi o iscriversi in quanto metalmeccanici pagando però una quota maggiore (1% del lordo della pensione invece dello 0, 75% che pagano i pensionati sempre stati iscritti) . Nel complesso il totale dei soci è di 5929 tra paganti e familiari.
Le prestazioni sono dirette e indirette. Tra le prime rientrano le visite specialistiche che i soci possono ricevere all’interno della struttura di via Pascoli al costo di sette euro e mezzo o quindici se si tratta di un esame strumentale(ecografia, doppler, elettromiografia.)
Le prestazioni indirette si riferiscono alle convenzioni stipulate con le varie strutture del territorio, nelle quali, presentando il libretto di iscrizione, si può ottenere uno sconto. Tra le prestazioni indirette rientrano i piccoli contributi per alcune prestazioni specialistiche fatte privatamente, dati al socio titolare, al coniuge, se non supera un reddito di 13 mila euro lordi annui, e ai figli sotto i 26 anni ancora a carico.
Il raggio d’azione include Oculistica, Neurologia, Elettromiografia, Dietologia, Reumatologia, Endocrinologia, Urologia, Psichiatria, Dermatologia, Chirurgia, Ortopedia, Ecodoppler di diverse tipologie, Ecografie, Otorinolaringoiatria e l’elettriocardiogramma.
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