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IL progetto 

Quello di Ait e Asa sarà l’impianto più grande d’Italia

Quello di Ait e Asa sarà l’impianto più grande d’Italia

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Capoliveri. Per chi dice no è un eco-mostro. Per l’Autorità idrica toscana (Ait) e Azienda servizi ambientali (Asa) è la migliore soluzione possibile, dal punto di vista economico e ambientale, per garantire l’acqua agli elbani. Di certo, il dissalatore in progetto a Mola sarà il più grande d’Italia. Una volta a regime sarà in grado di produrre 80 litri d’acqua al secondo.

Ait e Asa vorrebbero costruire un capannone industriale grande 1.600 metri quadri e alto 9 metri. Da qui partiranno delle tubazioni fino alla spiaggia di Lido. Davanti al Doge e al campeggio Europa sarà costruita una “stanza” sotto il livello dell’arenile di 8,5 metri di profondità e circa 30/35 metri quadri. Alloggerà due pompe, una per prendere l’acqua del mare e portarla al capannone, l’altra per pompare il residuo salino prodotto dalla lavorazione dell’acqua marina (la così detta salamoia) e quindi disperderla in mare nel Golfo Stella a circa 1.650 metri di distanza dalla battigia e 42 metri di profondità.

«Il dissalatore dell’isola d’Elba sarà un impianto che garantisce alta qualità della risorsa idrica prodotta e scarichi a mare rispettosi dell’ambiente costiero e marino, flora e fauna comprese – ha più volte assicurato il direttore dell’Autorità idrica toscana Alessandro Mazzei –. Produrrà acqua a un costo non superiore a un euro al metro cubo. È una soluzione per la messa in sicurezza dell’Elba e per la sua stabilità economica. Infatti le infrastrutture che funzionano sono la base fondamentale perché l’economia si sviluppi e funzioni».

Il fabbisogno idrico dell’Elba si aggira ogni anno intorno agli 8 milioni di metri cubi. Al momento l’acqua potabile usata nell’isola arriva per il 47% da risorse locali e per il 53% dal continente. Per la precisione dalla Val di Cornia attraverso una condotta sottomarina. Gli studi di Ait e Asa dimostrano che le falde elbane non sono ulteriormente sfruttabili e andranno a diminuire. Stessa situazione in Val di Cornia. Da qui il progetto del dissalatore che però non sarà in grado di sostituire la tubatura sottomarina: garantisce solo il 50% dei 160 litri al secondo dalla condotta sottomarina. Infrastruttura che, sebbene abbia più di 30 anni e abbia finito la sua “vita utile”, resterà comunque in funzione.

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