Il Tirreno

LA "CRISI COVID"

Il sogno del Rendez Vous rischia di spegnersi: momento nero per il ristorante che porta l'Elba a Milano

Luigi Cignoni
Lo staff del ristorante Rendez Vous aperto da alcuni mesi alla stazione centrale di Milano. L’idea è nata da Gian Piero Landi che gestisce con il fratello Luca il Rendez Vous a Marciana Marina
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Lo staff del ristorante Rendez Vous aperto da alcuni mesi alla stazione centrale di Milano. L’idea è nata da Gian Piero Landi che gestisce con il fratello Luca il Rendez Vous a Marciana Marina

Il ristorante elbano alla stazione centrale in grave difficoltà. Il titolare: «Eravamo partiti bene, ora solo disdette» 

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MARCIANA MARINA. Era sceso a Milano con una valigia carica di sogni, felice di essere stato selezionato dagli organizzatori del Mercato Centrale alla stazione di Milano che raccoglie 22 eccellenze di artigiani del gusto della Penisola, l’unico dell’Elba e comprensorio. Aveva pure portato con sé la brigata di fedelissimi, le cui capacità professionali aveva avuto modo di appurarle durante le stagioni all’hotel Desirée di Spartaia. Ma con l’ultima ondata Covid-19, la variante Omicron, Gian Piero Landi, 58 anni, gestore con il fratello Luca del ristorante Rendez Vous a Marciana Marina, si è stato costretto a fare i conti con la realtà. «Siamo una piccola azienda imprenditoriale – ha detto al Tirreno Landi – ci reggiamo con il ricavato dell’attività. Da qualche settimana a questa parte non abbiamo fatto altro che ricevere smentite alle prenotazioni. Tanto per fare qualche esempio, l’ultimo dell’anno sono state ben 67. Alla fine abbiamo servito solo dieci coperti, un’inezia. In verità – ha continuato – con la storia del Green pass rafforzato viviamo un lockdown mascherato. Se continua questo stato di cose, stiamo davvero in difficoltà, tenendo conto che abbiamo una dozzina di dipendenti da pagare mensilmente». A trovarsi in tale situazione non è solo il Rendez-Vous. È una condizione diffusissima fra gli esercenti del capoluogo meneghino. Molti negozianti, proprio in questa attuale fase della pandemia, si sono travati costretti a chiudere battenti, perché non riescono più ad andare avanti. «È opportuno – ha continuato Landi – che Stato e istituti bancari facciano qualcosa per il settore della ristorazione. Lo facciano in modo efficace, giusto per ripartire».

Sull’Isola, appena diffusa la notizia del particolare momento che sta attraversando il ristoratore elbano, l’ex sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti ha persino lanciato l’idea di un intervento della Gestione associata del turismo. Sotto un certo aspetto il ristorante di Landi alla stazione di Milano è una promozione turistica costante per l’isola. «L’ho sentito anche ieri – ha detto Landi, credendo poco a questa ipotesi – Ma non so con quali modalità ci potrebbero arrivare contributi del genere. In fondo la nostra è un’azienda privata. La Gat è un organismo pubblico, che gestisce soldi che arrivano dalla comunità. Vedo la cosa molto difficile a concretizzarsi. Comunque mi fa piacere che dall’Elba giungano queste testimonianze di fiducia. In questo momento ci fanno bene».

Il ristorante di Marciana Marina, catapultato alla stazione ferroviaria della metropoli lombarda con i suoi settecento mila passeggeri che quotidianamente la frequentano e che passano da lì, sta sicuramente facendo pubblicità a se stesso (nessuno glielo vieta). Ma di converso anche alla stessa ‘perla’ del Tirreno, grazie alle gigantografie che costellano le pareti del locale, che riproducono le migliori spiagge isolane e immancabili quelle bianche della costa portoferraiese.

«Abbiamo anche tutta una serie di prodotti con marchio Elba – ha aggiunto –. Mi riferisco alla Fonte Napoleone, alla schiaccia briaca del riese e poi al miele, ai vini e all’olio, per cui siamo veicoli d’informazione delle eccellenze dell’Elba e promotori della nostra isola. Per cui un po’ di promozione turistica la facciamo anche noi. Però siamo imprenditori privati». Le cose stavano andando bene. Poi si è messa in mezzo la variante Omicron. «Consideriamo che quando l’idea ha cominciato a farsi corpo – ha ricostruito Landi – il Covid era ancora di là da venire. Poi è scoppiata la prima ondata e proprio nei mesi in cui tutta Italia era in lockdown sarebbe dovuta avvenire l’inaugurazione del Mercato Centrale. Che comunque avvenne nell’autunno 2021. Nei mesi di settembre, ottobre e novembre dell’anno scorso – ha continuato – siamo andati alla grande. Pura soddisfazione per noi. Ci sentivamo gratificati per la scelta coraggiosa che avevamo compiuto nel fare il salto dall’Elba a Milano. Qui abbiamo incontrato personaggi di primissimo ordine, manager, imprenditori, ma anche uomini della politica e finanzieri, ai quali abbiamo presentato l’Elba. Sono stato inviato da Giletti al ‘La 7’, per partecipare, domani sera, in diretta alla trasmissione, ma non ci andrò; non amo il contraddittorio. Preferisco – ha concluso – condurre le battaglie senza le luci della ribalta, ma lavorando sodo dietro le quinte».

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