Il Tirreno

L’analisi dei sindacati 

Scarsa programmazione e mancate assunzioni sono tra i mali della sanità

M.M.
Scarsa programmazione e mancate assunzioni sono tra i mali della sanità

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PIOMBINO. Lo stato di salute dei servizi sanitari al netto dell’emergenza indotta dalla pandemia sconta mali di lunga data. Al netto delle sfumature le letture dal fronte sindacale seppur con accenti diversi puntano il dito sulle stesse criticità.

Pronto soccorso, area medica, specialistica chirurgica e diagnostica, con particolare riferimento alla radiologia. Sono queste le quattro principali emergenze. Il segretario della Uil Funzione pubblica dell’area vasta nord ovest, Paolo Camelli, scorre la tabella con i tempi di attesa per visite ed esami negli ospedali di Piombino e Cecina. «I dati fotografano l’attività che viene svolta direttamente dall’Azienda sanitaria e non anche gli accessi al privato convenzionato – sottolinea Camelli –. In questo senso, il notevole crollo della diagnostica si può imputare a due fattori. C’è sicuramente un effetto indotto dal Covid, che ha ridotto gli accessi in ospedale, ma contemporaneamente a pesare è stata la carenza di radiologi che si sono pressoché dimezzati in numero, finendo per dirottare quasi tutto sulle strutture private convenzionate. Anche per l’Holter la criticità si spiega con la pandemia e la mancanza di cardiologi».

Non ci gira intorno Mauro Scalabrini, segretario con delega alle funzioni locali e alla sanità provinciale di Fp Cgil. “Il Covid ha solo alzato il velo sui problemi della sanità – sostiene –. Le questioni di fondo sono le politiche di personale e la parità di accesso alle cure per tutte le comunità, anche quelle periferiche. C’è un problema di programmazione dell’Azienda sanitaria Toscana Nord ovest e di utilizzo delle risorse disponibili». E a proposito della prospettiva offerta dal confronto tra i dati per le prestazioni diagnostiche e specialistiche a distanza di due anni sottolinea che «partendo dal 2019, che si può considerare un anno normale, è evidente che due anni di pandemia abbiano accentuato le difficoltà. Tuttavia, la sanità che è messa a disposizione oggi dei cittadini non è sufficiente per l’anno in cui siamo».

Allarga la prospettiva il segretario provinciale del Fials, Massimo Ferrucci. «La tendenza dell’Azienda sanitaria è quella di affidare le attività al privato convenzionato, non ci sono dubbi in proposito – afferma –. Per esempio, il piano di programmazione dell’Asl 2018-2019, in cui si evidenziava la necessità di riassorbirei ritardi per l’attività programmata, non è stato rispettato e ci si è affidati al privato convenzionato. Una tendenza che il Covid ha solo accentuato». Che aggiunge: «L’attività di elezione negli ospedali si è ridotta del 25% per far fronte alla necessità di presiedere alla gestione della pandemia, scontando le storiche carenze di personale. Insomma, c’è una programmazione non rispettata, l’accorpamento tra gli ospedali di Cecina e Piombino non ha funzionato e su questo si è innestata la vicenda Covid».

M.M.



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