Italia
«Vaccinarsi è anche una forma di rispetto dei volontari del soccorso»
PIOMBINO. «Vaccinarsi è anche una forma di rispetto per i volontari delle associazioni come la nostra, in prima linea quando è necessario garantire il soccorso e prestare alla collettività servizi a carattere sociale. Tutti interventi che portano a stretto contatto con tante persone. Chi non lo ha fatto ancora lo faccia. Si vaccini. Pure questo è un buon motivo».
L’appello è di Anna Tempestini, presidente della Pubblica assistenza.
Anche, e soprattutto nell’emergenza pandemia, i volontari e le volontarie, pur nel rispetto delle pratiche operative, possono venire in contatto con situazioni di rischio. Le parole di Anna Tempestini puntano a sensibilizzare i più refrattari, invitandoli a guardare anche a questo aspetto del problema. Chiunque può avere bisogno di essere aiutato. Sia per dover accedere alle forme di soccorso, sia per usufruire di prestazioni di tipo sociale. L’accompagnamento a una visita medica ad esempio. Si pensi anche a chi questo aiuto lo offre.
Negli ultimi giorni la Pubblica assistenza con altre organizzazioni analoghe, ha ripreso la consegna domiciliare delle spese alle persone in quarantena. I contagi sono quelli che sono e il picchio si dice debba ancora arrivare. Meglio organizzarsi per tempo. Ed è quello che su incarico del Comune, si sta facendo.
Intanto l’associazione di via Giordano Bruno ha lanciato la campagna di tesseramento 2022. La sede è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, il lunedì e il mercoledì anche dalle 15 alle 17. «Dai soci – prosegue Tempestini – arriva un’ importante forma di sostegno per continuare a garantire le nostre prestazioni e offrirne di nuove».
Tra le più recenti, c’è lo sportello antiviolenza.
Informazioni e appuntamenti al 378 3021904. Ogni sabato dalle 10 alle 12 le volontarie sono a disposizione delle donne vittime di violenza. Il nuovo punto di ascolto fa parte del progetto Vanessa.
Accogliere, ascoltare, informare, sostenere e accompagnare la donna vittima, in un percorso di uscita consapevole dalla situazione: questo si propone il progetto Vanessa, offrendo consulenze psicologiche, legali e sociali gratuite. E costruendo una rete di rapporti di collaborazione con gli enti e gli istituti che operano sul territorio: forze dell’ordine, pronto soccorso, assistenti sociali, medici, Comune (che ha patrocinato lo sportello), Asl. E il Centro donna, raggiungibile allo 0565 49419. In accordo con gli altri soggetti, il modo di operare include l’inserimento in strutture protette delle donne sole e/o con figli. Un obiettivo così importante non può prescindere da campagne di sensibilizzazione, formazione e informazione, nelle scuole e fuori.
Lo sportello d'ascolto è strutturato con una segreteria telefonica a cui rivolgersi per essere ricontattate. I colloqui avverranno previo appuntamento da prendere scrivendo o chiamando il numero dedicato. I servizi sono gratuiti e offerti da un team di volontarie professioniste e da operatrici esperte.
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