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Soccorso animali: Wwf lascia, c’è la Lipu

Cecilia Cecchi
Soccorso animali: Wwf lascia, c’è la Lipu

In discussione il progetto regionale che porterebbe l’Asl a prendere il posto di centri come Cruma e Seproniano

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Cecilia Cecchi

PIOMBINO. Succiacapre, pipistrelli, scoiattoli, rondoni, rapaci, volpi: sempre nell’ordine di centinaia gli animali recuperati – 600 nel 2021 – dai volontari Wwf, per poi trasportarli al Cruma Lipu di Livorno. E quest’anno sarà l’ultimo resoconto dell’attività di soccorso fauna selvatica Wwf.

«Ci ritroviamo nella necessità di ritirarci dal servizio che però continuerà ad essere gestito in zona direttamente dal Cruma di Livorno al numero 0586/400226»: il messaggio pubblicato on line nella tarda mattinata di ieri sulla pagina dell’associazione. Cos’è successo? «Non era più possibile andare avanti. E siamo arrivati ad oggi – ricorda Stefano Gualerci, vicepresidente Wwf Livorno – solo grazie all’accordo tra la Regione Toscana e la Lipu poi a cascata coi soggetti che agiscono sul territorio: Legambiente a Pisa, il Wwf in provincia di Livorno. Con, già da tempo, attivo il numero unificato per il soccorso fauna selvatica gestito dal Cruma Lipu per organizzare al meglio. A fine 2020 – spiega – avevamo già fatto presenti difficoltà. Ormai necessario passare di mano la tutela legale di questa parte di attività e nessuno si è fatto avanti. Resta chi ha voglia di continuare e si sta organizzando ma direttamente con il Ctruma, come volontario Lipu». Si tratta di 3-4 persone guidate da Giovanni Bottausci, storico soccorritore di fauna selvatica per il Wwf in questo tratto di costa degli Etruschi.

«Il Wwf si conferma presentissimo per i progetti che riguardano tartarughe marine, fratino, oasi» sottolinea Gualerci. Quando si parla di soccorso animali più o meno selvatici si finisce sempre su rimborsi carenti per i volontari che se ne occupano. «Ma qui – prosegue Gualerci – la situazione è più complessa; prima di Natale i responsabili del settore soccorso fauna selvatica sono stati chiamati a Firenze. A quanto pare, da gennaio, la Regione Toscana intende richiamare a sé il soccorso, magari con l’intento di risparmiare e facendo gestire tutto da Asl. C’è da chiedersi – dice Gaulerci – con quali servizi o quali strutture, tanto per cominciare. Scenario comunque interlocutorio. Ed è per questo il Cruma sta proseguendo nel soccorso, tutto mentre erano già in corso preparativi per la prossima stagione di nidificazione e soccorso tra volontari, obiettori di coscienza. Da chiedersi quale futuro la Regione prevede pure per centri di recupero d’eccellenza come Cruma di Livorno o per Semproniano, il centro di recupero per gli animali salvati da Lav. Da qui a fine gennaio la Regione chiarirà».

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