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Il progetto artistico “In itinere” prosegue anche nel 2022
PORTOFERRAIO. Continua anche per quest’anno la collaborazione dell’amministrazione comunale con l’associazione culturale “Persephone” di Capoliveri per il progetto “Città di Portoferraio per l’arte. In itinere-nuovi paesaggi urbani”. Visti i risultati ottenuti lo scorso anno, anche per il 2022 saranno sette i poster che riprodurranno opere artistiche di autori elbani negli spazi di affissione non occupati.
Il costo complessivo dell’operazione per le casse della Biscotteria è pari a 1. 400 euro (Iva compresa). L’oggetto del contratto stipulato tra amministrazione pubblica e associazione culturale capoliverese prevede l’occupazione con riproduzioni artistiche di sette affissioni sugli impianti di 6 per 3 metri dislocati sul territorio del comune di Portoferraio, nei momenti in cui gli spazi di affissione non sono occupati da informazioni pubblicitarie o che recano pubblicità scadute.
Il progetto è partito nel marzo 2021. Furono esposti al pubblico due pannelli di altrettante pittrici che risiedono e lavorano all’Elba, Belinda Biancotti e Angela Galli. In tutto il progetto comprendeva sette artisti, tre donne e quattro uomini.
L’obiettivo perseguito era quello di dare visibilità a pittori elbani, sfruttando l’opportunità dei dispositivi pubblicitari che sorgono in prossimità delle piazze e lungo le principali via di comunicazioni liberi da messaggi da pubblicizzare a pagamento per incollare invece gigantografie riproducenti le migliori opere artistiche di autori isolani.
Lo scorso anno si partì, come già scritto, con il poster di Belinda Biancotti, affermata e riconosciuta pittrice elbana che ha giganteggiato in piazza di Carpani. In quell’occasione Angela Galli spiegò: «Come artista e curatrice del progetto “In itinere” – aveva detto – mi sono appoggiata per la linea tematica da dare a questo evento a un aspetto generazionale di famiglie artistiche. Presenze che hanno accompagnato il mio percorso, influenzato la mia immaginazione e continuano a farlo, influenze che, anche se a volte conflittuali, risultano alla fine sempre positive, perché cariche di tensione evolutiva, una spinta al fare. Un’artista – aveva concluso – è anche il suo milieu».
Luigi Cignoni
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