La musica, il mare e il surf Il mondo degli Amarillo
Energia e divertimento assicurati con la band che si ispira ai Ramones
È musica che sa di mare e fa rima con estate, sole e surf quella in cui hanno scelto di identificarsi quattro amici ventiquattrenni mossi, oltre che dal proprio gusto personale, dalla volontà di contestualizzare ciò che fanno con ciò che sono, ovvero ragazzi nati e cresciuti a Piombino dove mare e spiagge la fanno da padroni. Ma attenzione, qui non si tratta solo di imbracciare una chitarra intonando qualche pezzo in riva al mare per quanto affascinante sia, Michele, Giacomo, Filippo e Niccolò propongono un sound ben preciso, surf con sfumature garage rock capace di trascinare chiunque in atmosfere da film. Basti pensare a “Misirlou”, brano folkloristico greco riproposto dal film “Pulp Fiction” che l’ha reso leggendario al pari della pellicola stessa. Ecco, le atmosfere create dagli “Amarillo Beach Band” sono sostanzialmente queste, e si presentano come un inno alla libertà e alla vita.
Energia e divertimento assicurati tanto per chi si trova ad ascoltare il ritmo incalzante e solare di queste sonorità, quanto per loro stessi che vivono il palco con impegno, sorriso ed allegria.
I vostri nomi?
«Michele Allesina (chitarra elettrica), Giacomo Biancalana (batteria), Filippo Fedeli (voce e chitarra elettrica) e Niccolò Francini (basso)».
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Perché avete scelto questo nome?
«Innanzi tutto la parola amarillo restituisce l’idea di un colore molto caldo che a sua volta fa pensare al sole (e poi ci piaceva come suonava), beach invece richiama la spiaggia che è per noi il luogo privilegiata per esibirci».
Quando si è formata la band?
«L’idea del progetto è nata nel 2017 e, salvo una breve parentesi iniziale in cui non c’era Filippo, siamo sempre rimasti fedeli a questa formazione. Michele aveva in mente di formare un gruppo di cover surf rock così abbiamo iniziato a mettere in scaletta i pezzi più conosciuti di questo tipo di musica».
Quindi il vostro genere è ufficialmente il surf rock?
«Sì, con influenze garage rock».
Perché questa scelta?
«Perché siamo tutti di Piombino, nati e cresciuti sul mare e in più ci siamo resi conto che in zona mancava una band che facesse una musica legata a questo contesto».
Chi di voi ha avuto l’idea?
(Riponde Michele) «Finite le scuole superiori ho trascorso un anno a Londra anche in cerca di una rivelazione musicale, alla fine arrivata grazie ad alcuni ragazzi che mi hanno fatto scoprire una band californiana, gli “Allah Las”. Ascoltare i loro brani fu per me una folgorazione e mi sono detto “Ok, questo è il sound che voglio proporre col mio prossimo progetto musicale”».
Perché non provarci in Inghilterra?
(Ancora Michele) «Desideravo crearlo a Piombino perché alla fine il nostro territorio è una west coast, abbiamo scorci bellissimi e un mare meraviglioso dove si surfa. Insomma, il posto ideale per trapiantare questo stile, ed effettivamente ha funzionato».
Quali sono le band da cui siete stati maggiormente influenzati?
«I Dick Dale and His Del-Tones, gruppo californiano considerato uno dei pionieri del surf rock, gli Allah Las formatisi nel 2008 e i famosissimi Ramones».
Fate surf rock classico?
«No, non proponiamo il repertorio anni’60, sebbene le sonorità attingano da quel mondo anche nel modo di suonare. I ritmi della batteria, il fraseggio della chitarra ed il modo di accompagnare del basso, specie in certi brani, richiamano le origini sia della musica surf sia della garage, anch’essa di ispirazione californiana». Quindi inevitabilmente il nostro sound strizza l’occhio al passato ma con un guizzo di modernità».
I due anni di pandemia vi hanno in qualche modo ostacolato?
«Sicuramente abbiamo avuto qualche difficoltà a suonare dal vivo soprattutto in inverno, così ne abbiamo approfittato per lavorare ai nostri pezzi».
Quando avete iniziato a comporre inediti?
«Intorno a settembre/ottobre 2019 e scriviamo tutti insieme sia testi che musica».
Quanti pezzi sono già pronti?
«Al momento sono cinque, in lingua inglese».
Non canterete mai italiano?
«Mai dire mai, diciamo che il genere che proponiamo porta più naturalmente all’inglese ma questo non significa che in futuro non proveremo ad utilizzare anche la nostra madrelingua. E poi, dato che il nostro sogno è far conoscere Piombino e la Val di Cornia al resto del mondo, cantando in inglese è come se avessimo un passe-partout!»
Avete già fatto ascoltare i vostri inediti?
« Non ancora, proprio in questo periodo siamo in fase di registrazione di un Ep contenente cinque brani.
Dove registrate?
«Presso il prestigioso “Heavy Soul Studio”, uno studio di registrazione di massimo livello e oltretutto molto ispirante anche in virtù della sua location, trovandosi immerso nel verde delle colline fiorentine. E’ gestito da due personalità di spicco del panorama artistico del nostro capoluogo come Francesco Frilli e Daniele Cavalli».
Quando uscirà?
Vogliamo pubblicarlo in primavera, per fare promozione e suonare la nostra musica durante l’estate».
Verrà pubblicato solo in digitale o anche in formato fisico?
«Onestamente stiamo pensando al vinile. Si tratta di una proposta avanzata dallo studio che ci sta seguendo, dettata dal fatto che tutto sommato la nostra musica è “old school”, pertanto si sposerebbe perfettamente con l’idea del vinile. Idea che ci affascina non poco».
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