Il presidio
«No alle corse in moto abusive lungo le strade dell’Elba»
Un gruppo di cittadini dei sette comuni scrive a sindaci, Parco e forze dell’ordine La richiesta? Siano rispettate le regole e tutelato l’ambiente naturale dell’isola
Stefano Bramanti
Portoferraio. Vogliono un 2022 senza motori o motorini che circolano abusivamente nella macchia mediterranea dell’Elba. Questo, in sintesi, il concetto espresso da un gruppo di isolani dei sette comuni, uniti in una decisa protesta rivolta alle amministrazioni comunali, alle autorità di polizia e al Parco. La richiesta è di proteggere in ogni modo l’ambiente elbano da alcuni sconsiderati, ai quali la protezione della natura non interessa per niente. Saltano in sella ai loro bolidi a due ruote per divertimento, inquinano e maltrattano luoghi unici.
Per concretizzare l’azione sarà presentata a breve una petizione, che Il Tirreno pubblica in anteprima, firmata da soggetti appartenenti a vari realtà dell’isola con la quale vengono chieste specifiche iniziative e anche un incontro con le autorità, per porre fine a tali abusi, purtroppo presenti da lustri all’Elba.
«I sottoscrittori di questa petizione – si legge nel testo preparato dal gruppo – si rivolgono alle autorità competenti dell’isola d’Elba, a partire dal Parco, i sindaci dei 7 comuni, i carabinieri forestali e alle altre forze dell’ordine, per chiedere specifiche azioni in grado di contrastare il motocross abusivo che avviene in ogni parte dell’isola, inquinando l’ambiente e creando danni ai sentieri e in generale a tutto l’ambiente, regalando all’isola rumore, perdite di olio dai mezzi meccanici, rovina di piante endemiche, disturbo e pericolo agli animali selvatici».
Si crea anche – è precisato nella lettera-petizione – disturbo della quiete nei pressi di vigneti e altri luoghi di lavoro di chi è impegnato nelle colture, e pure a che fa trekking o semplicemente cammina in luoghi ameni, cercando, con l’immersione nella natura, pace, tranquillità».
I firmatari della petizione ritengono insufficiente, oltre la vigilanza, la cartellonistica che deve segnalare o ricordare a chi lo ha dimenticato il divieto di frequentare con mezzi a motore, l’ambiente boschivo, compresi i luoghi della zona del Parco, ma anche altre aree proibite dalla legge e a tal proposito ricordiamo cosa prevede la regolamentazione espressa dalla Gazzetta Ufficiale
«Su tutte le strade forestali e le piste di esbosco – ricorda la petizione del gruppo di ambientalisti – è vietata la circolazione con veicoli a motore, a eccezione di quelli adibiti alla sorveglianza e alla gestione dei patrimoni silvo-pastorali. Nonché di quelli impiegati per lo svolgimento di pubblici servizi e di quelli autorizzati di volta in volta in caso di necessità. Attendiamo una specifica risposta da chi di dovere e magari un incontro con le autorità».
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