Il Tirreno

Napoleone, il vino e quel “privilegio” garantito all’Isola con la prima doc

Napoleone, il vino e quel “privilegio” garantito all’Isola con la prima doc

In libreria da domani il volume di Gloria Peria che spiega perché e come l’imperatore assegnò alla viticoltura elbana una certificazione d’origine 

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IL libro

Una delle prime doc vitivinicole al mondo nacque all’Elba. A istituirla fu, nel 1809, Napoleone Bonaparte. L’imperatore non era ancora stato in esilio nell’isola, ma fu lui ad assegnare ai vini elbani una certificazione d’origine che ne proteggesse l’unicità. La scoperta è di qualche anno fa, ma da domani sarà in libreria “Il privilegio dell’imperatore. Norme napoleoniche sul vino elbano” scritto da Gloria Peria ed edito da Persephone edizioni. Il testo ha l’obiettivo di fare chiarezza sul “privilegio” accodato da Napoleone ai vini elbani. Uno status speciale che, riconoscendone la qualità, permetteva ai vini dell’isola di non pagare i dazi di pedaggio se accompagnati dal certificato d’origine.

Il libro di Peria ruota attorno a un lavoro presentato per la prima volta durante una conferenza nell’ambito del convegno “L’isola d’Elba avamposto della civiltà rurale nel Mediterraneo” svoltosi a Portoferraio nel maggio 2019 e organizzato dall’Itcg Cerboni. Seguendo il tema principale del convegno, ovvero il vino elbano, lo studio presentato col titolo “Il privilegio dell’imperatore” ha rivelato, attraverso l’analisi di documenti conservati prevalentemente nell’archivio di Marciana, la volontà di Napoleone, nel piano di un riordinamento economico dell’isola, di assegnare ai vini elbani una certificazione d’origine che ne proteggesse l’unicità. Questo argomento ha solleticato la curiosità di tanti operatori economici del settore vitivinicolo, tanto che alcuni, consapevoli o meno della complessità del lavoro di ricerca e del rigore che la contraddistingue, lo hanno interpretato secondo la propria fantasia e adattato alle proprie esigenze commerciali.

Proprio per chiarire lo studio e porre fine alle diverse fantasiose interpretazioni, la casa editrice elbana, Persephone Edizioni, ha realizzato questa pubblicazione che rimarrà un’operazione valorizzante non solo dei nostri documenti d’archivio ma, contemporaneamente, del territorio elbano, in quanto l’isola ha visto e vede tutt’ora nascere significative esperienze agricole e vitivinicole realizzate da giovani imprenditori locali.

Il volume sarà nelle librerie da domani, ma è già uscito dal passato 31 dicembre. La Persephone Edizioni ha infatti deciso di chiudere proprio con questa opera l’anno appena trascorso e di augurare così un buon nuovo anno 2022.

L’autrice, come già scritto è Gloria Peria. Di formazione universitaria storica, dal 1980 si occupa di archivistica e da 15 anni della Gestione associata degli archivi storici di tutti i Comuni dell’isola d’Elba della quale è direttore scientifico. Membro del direttivo del Centro nazionale di studi napoleonici e di storia dell’isola d’Elba, ha collaborato in diverse occasioni con la rivista del Centro, diretta da Luigi Mascilli Migliorini. Nell’ottica della valorizzazione degli archivi storici elbani ha progettato e realizzato mostre, laboratori, pubblicazioni ed eventi culturali di vario genere coinvolgendo istituti scolastici, giovani laureati e appassionati della storia dell’isola d’Elba. Ha progettato e curato la stampa di numerosi testi di argomento storico locale e ha pubblicato recentemente: “Vittoria Altoviti Avila Toscanelli, una nobildonna dell’Ottocento e il mare dell’isola d’Elba” e “D’amori di colori e d’incanti. La contessa Lara e l’isola d’Elba” per Persephone Edizioni, ed è direttore per la stessa della collana “Extabulis”. Dal 2021 è presidente della cooperativa Alké servizi culturali costituita da giovani donne elbane specializzate in vari settori.

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