Il Tirreno

politica 

Provincia, nuovo atto: cambia il consiglio

Juna Goti
Provincia, nuovo atto: cambia il consiglio

Ecco i risultati del voto silenzioso per l’ente mai cancellato. Mentre nel palazzo potrebbe ripartire la corsa agli assessori...

3 MINUTI DI LETTURA





Juna Goti

livorno. Diciamoci la verità: la maggior parte dei livornesi che vivono tra il capoluogo e l’isola d’Elba non si sono accorti di nulla. Non si sono accorti che c’è stata una votazione e che da una manciata di ore il consiglio provinciale, ovvero il “parlamento della costa” che ha sede a Palazzo Granducale, è stato completamente rinnovato. Non se ne sono accorti perché a poter votare i rappresentanti di questo ente diventato di mezzo, che doveva essere abolito sette anni fa e che invece ora sarà (forse) di nuovo potenziato, sono stati ancora una volta solo sindaci e consiglieri comunali del territorio.

È finita così: la lista Provincia Democratica che guarda verso Pd e centrosinistra ha ottenuto 8 consiglieri (è il risultato di 123 voti assoluti, che corrispondono a un voto ponderato di 52.621); la lista Per la Provincia di Livorno che guarda a destra ne ha ottenuti 3 (47 voti per 20.951); Livorno Provincia Civica, che ha riunito liste civiche e 5 Stelle, ne ha portato a casa uno (26 voti pari a 12.448). In questo meccanismo cervellotico il voto è infatti ponderato: ogni preferenza va moltiplicata per un coefficiente deciso in base alla grandezza del territorio rappresentato. E il peso del capoluogo, quindi dei consiglieri comunali di Livorno, pesa in proporzione moltissimo.

A prendere più voti nelle singole liste sono stati il vicepresidente uscente e presidente del consiglio comunale, Pietro Caruso (Pd), il presidente del consiglio comunale di Piombino Massimo Giannellini e il consigliere di Buongiorno Pietro Panciatici. Non sono mancati esclusi eccellenti, come la coordinatrice provinciale di Forza Italia, Chiara Tenerini, superata da Benito Gragnoli (Fdi) e dal leghista Alessandro Perini. Il consiglio risulta ora così composto: per Provincia Democratica Eleonora Agostinelli, Pietro Caruso e Cinzia Simoni (Livorno), Giovanni Biasci (Collesalvetti), Tania Caredda (Rosignano), Elena Benedetti (Cecina), Sandra Scarpellini (sindaca di Castagneto Carducci), Alberta Ticciati (sindaca di Campiglia Marittima); Per la Provincia di Livorno Alessandro Perini (Livorno), Benito Gragnoli (Castagneto), Massimo Giannellini (Piombino); per Provincia Civica Pietro Panciatici (Livorno).

Stando alle regole in vigore oggi, resteranno in carica per due anni, a differenza della presidente, la sindaca di Capraia Marida Bessi, che dovrà essere rieletta nel 2022, dopo quattro anni. Attenzione però: un disegno di legge collegato alla manovra del 2022, atteso a breve in Consiglio dei ministri, potrebbe riscrivere per l’ennesima volta la storia delle Province. E qui viene il bello.

Le bozze che circolano – come riporta il Sole 24 Ore – hanno almeno tre novità: stessa scadenza per presidenti e consiglieri, aumento dei compiti assegnati all’ente e ripristino della giunta, con tanto di assessori pagati. Se passasse questa impostazione, a Livorno potrebbero essere nominati tre assessori che prenderebbero la metà dei loro omologhi comunali (che stando all’ultimo aggiornamento sul sito del municipio hanno diritto a 4.130,17 euro lordi al mese). Si aprirà quindi una corsa a questi tre posti non più gratuiti? Va detto che dalla riforma mancata, coloro che si sono impegnati a vario titolo in Provincia, dai consiglieri al vice presidente, lo hanno fatto senza indennità. Dal 2018 a inizio 2020 ha preso zero euro, salvo rimborsi, anche Bessi, che nell’ultimo anno ha invece avuto diritto come presidente a una indennità di carica mensile lorda di 4.495,76 euro.

A Palazzo Granducale aspettano tutti di capire cosa accadrà. Caruso, che è uno dei pochissimi confermati in consiglio insieme a Biasci e Scarpellini, era tra quelli che nel 2014 appoggiavano l’abolizione delle Province e che oggi si augura che tornino ad essere un ente di primo livello per superare le sabbie mobili in cui sono state lasciate: ancora con grandi responsabilità, ma con fondi e personale ridotti all’osso in attesa di una cancellazione che non è mai arrivata. «A questo punto – dice – mi auguro che riprendano pieni poteri, dopo che per sette anni sono state lasciate nel guado con meno soldi e personale, a fronte di tante cose ancora da fare. E mi auguro che i cittadini possano tornare ad eleggere direttamente consiglieri e presidenti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web