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I docenti del Foresi: «Le istanze delle scuole rimaste inascoltate»
PORTOFERRAIO. Ritornare sulla decisione assunta dai delegati alla Conferenza zonale sull’accorpamento del Foresi con il Cerboni e un incontro urgente con i rappresentanti della Provincia e dei Comuni elbani per aprire una discussione. È quanto emerso al termine dell’assemblea sindacale del personale scolastico (docente e Ata) del Foresi. Una richiesta simile a quella dei loro colleghi, anch’essi riuniti in assemblea sindacale, dell’Itcg Cerboni.
I docenti ritengono che la proposta di riunire in tempi brevi i due istituti sia dannosa per tre aspetti fondamentali: per la procedura di deliberazione, per i criteri con i quali verrebbe motivato l’accorpamento, per il significato politico-amministrativo che viene trasmesso al territorio.
«Riteniamo che i delegati dei sindaci alla Conferenza zonale educazione e scuola – si legge nel comunicato del Foresi – abbiano votato la delibera senza avere le informazioni necessarie a prendere una decisione di questa portata. I delegati avrebbero dovuto esercitare il proprio ruolo di rappresentanti delle istanze territoriali verificando che la richiesta di accorpamento avesse alla base una plurale e articolata discussione consumata negli organi collegiali dei due istituti in quanto entrambi espressione delle diverse componenti del territorio elbano (personale scolastico, alunni, famiglie) portatrici di interessi rispetto a educazione e scuola».
A chi giova chiedere alle istituzioni regionali un dimensionamento non imposto dalla legge? «Ci appare evidente – rispondono – che l’accorpamento rappresenti un’occasione di revisione della spesa pubblica in termini di stipendi del personale. E questo ci porta al significato politico-amministrativo di questa delibera. In una fase storica in cui si dice che bisogna superare il tabù della contrazione della spesa pubblica, sul nostro territorio si prende la direzione opposta, scegliendo una revisione al ribasso della rete scolastica, sul depotenziamento della competitività del Foresi e del Cerboni per quanto riguarda la partecipazione ai bandi dei progetti europei, sull’ulteriore limitazione delle possibilità formative e in ultima analisi del diritto allo studio degli studenti elbani».
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