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La pandemia riprende a correre 

Covid, l’Elba entra nella quinta ondata In una settimana 43 nuovi contagi

Giuseppe Boi

Chetoni, responsabile Asl: «Crescita importante ma i malati al momento stanno bene, non siamo ancora in emergenza»

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Giuseppe Boi

Portoferraio. Da 16 a 43 nuovi casi in una settimana. I dati diffusi ieri dall’Asl Toscana nord-ovest sui contagi da Covid-19 confermano come la pandemia nell’isola d’Elba sia entrata in una nuova fase. «È arrivata la quinta ondata», ammette Fabio Chetoni, direttore responsabile della zona distretto dell'Elba. I numeri del resto, non lasciano dubbi. Nella settimana dal 23 al 18 novembre i nuovi casi di Covid erano due. In quella dal 30 novembre al 6 dicembre il dato era salito a 16. Ieri, col bollettino dal 7 al 13 dicembre, i contagi sono diventati 43. «C’è una crescita importante», sottolinea Chetoni che però aggiunge come «tutti gli elbani malati di Covid-19 stanno bene. Questo ci consente di dire che non siamo ancora in emergenza».

«I dati di questa settimana sono condizionati da un picco di 13 casi registrati in un solo giorno – spiega il responsabile dell’Asl –. L’aumento dei contagi è costante ma non esponenziale. Abbiamo margini per evitare problemi più importanti». Insomma nessun allarme, ma è necessaria prudenza. Anche perché nei numeri diffusi dall’Asl non sono ancora presenti i risultati degli 80 tamponi effettuati solo nella giornata di lunedì. Nella giornata di ieri si sono poi recati in ospedale gli alunni e docenti di due classi del Battisti. Insomma un’altra cinquantina di persone che attendono i risultati dei test e che potrebbero far aumentare il numero di contagiati da coronavirus nell’isola.

L’attenzione è quindi massima per evitare che la situazione diventi ancora più preoccupante. E per riuscirci occorre mantenere alta l’allerta. Anche perché al momento non è ancora accertato se sia “sbarcata” nell’isola la temuta variante Omicron. Ossia la mutazione del Covid-19 che preoccupa il resto del Paese e, in generale, tutto il mondo.

I motivi di questa nuova ondata nell’isola sembrano gli stessi che hanno causato l’aumento dei contagi nel resto del pianeta. Anzitutto un generale “rilassamento” nel rispetto delle norme anti-contagio (mascherine, sanificazione delle mani, rispetto delle distanze, evitare gli assembramenti). Poi il venir meno della copertura vaccinale. Tra maggio e giugno scorsi, l’Elba ha vaccinato gran parte della sua popolazione. Ora, passati sei sette mesi, l’efficacia della profilassi si sta attenuando.

Per questo l’Asl accelera sulla terza dose. «Solo la scorsa settimana ne abbiamo somministrato più di 2mila (per la precisione 2052, ndr) – sottolinea Chetoni –. Le domeniche di vaccinazioni straordinarie si stanno confermandosi uno strumento di successo e nell’ospedale elbano è possibile ogni giorno fare senza prenotazione anche la prima e la seconda dose».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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