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l’emergenza coronavirus 

Vaccini per i bambini da 5 a 11 anni A Piombino prenotazioni a rilento

Sara Chiarei
Vaccini per i bambini da 5 a 11 anni A Piombino prenotazioni a rilento

Riservato tramite il portale solo il 14% dei posti disponibili. L’appello di Biasci (presidente Fimp): «Farlo è la scelta giusta»

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Sara Chiarei

PIOMBINO. Venerdì sono partite le prenotazioni per la vaccinazione anti Covid nella fascia 5-11 anni e se a Cecina la risposta è già stata più che soddisfacente raggiungendo il 51% dei posti prenotabili, diversamente a Piombino si è raggiunto appena il 14%.

«È probabile – dice Donatella Pagliacci, direttrice della Società della Salute Valli Etrusche – che a Piombino molti genitori stiano scegliendo di rivolgersi direttamente al pediatra, il nostro dato è infatti relativo esclusivamente alle prenotazioni effettuate sul portale. Detto questo, cercheremo di capire motivazioni e dinamiche di un dato così basso».

Gli hub vaccinali individuati per la fascia 5-11 anni sono gli ospedali di Piombino e di Cecina, dove la somministrazione partirà giovedì 16 dicembre. Mentre presso gli ambulatori pediatrici aderenti alla campagna vaccinale nella provincia di Livorno, l’open day è fissato a lunedì 20 dicembre.

Ma la vaccinazione anti Covid è consigliata per tutti i bambini? «La vaccinazione – dice Paolo Biasci, presidente nazionale Fimp (Federazione italiana medici pediatri)- è il massimo atto di prevenzione che possiamo fare, in questo caso nei confronti di una malattia infettiva come il coronavirus. Tutti possono sottoporvisi, bambini compresi. Nei bambini tra i 5 e gli 11 anni viene inoculato un terzo della dose Pfizer utilizzata dai 12 anni in su (ovvero 10 microgrammi anziché 30). Il vaccino è consigliato perché i numeri sono chiari, 263.000 sono stati i casi in età pediatrica (6-11 anni), 1.500 i ricoveri, di cui 36 in terapia intensiva e purtroppo si contano anche 9 decessi. Negli ultimi due anni in questa fascia di età sono morti più bambini a causa del Covid che della meningite».

Il dottor Biasci sottolinea che fino a poco tempo fa eravamo sprovvisti di qualsiasi arma per combattere il virus, ora che finalmente è a disposizione, è nostro dovere fare di tutto per evitare ulteriori tragedie. «Bisogna poi considerare – continua Biasci – che una delle conseguenze del Covid è la sindrome infiammatoria multisistemica che colpisce diversi organi a distanza di circa tre settimane dalla guarigione da Covid e che non è affatto un’evenienza da sottovalutare».

Invece uno dei possibili effetti del vaccino, di cui molto si è discusso negli ultimi giorni, è il rischio miocardite o pericardite. «Si tratta – precisa – di malattie esistenti e che sono state segnalate anche post vaccinazione Covid. C’è da dire che ad oggi nella fascia 5-11 anni durante la fase di sperimentazione non ci sono stati casi del genere, cosa che potrebbe ovviamente accadere moltiplicando i numeri dei vaccinati. Tuttavia si tratta di un’infiammazione benigna che si risolve con cure e riposo senza lasciare nessun esito. Ecco dunque – prosegue Biasci – che la vaccinazione è indicata per tutti, sia per i bambini sani sia per quelli con patologia cronica, che anzi risulterebbero più protetti. La sola eccezione – spiega – riguarda soggetti colpiti da malattie neoplastiche trattate con chemioterapia la quale, diminuendo notevolmente la risposta immunitaria, potrebbe impedire al vaccino di produrre l’effetto atteso, una valutazione da fare caso per caso».

Il dottor Biasci rivolge infine un appello ai genitori affinché si rivolgano al pediatra di famiglia per chiedere informazioni e colmare tutti i dubbi in proposito. Ma le famiglie hanno già deciso se vaccinare o meno i propri figli? «Io e mia moglie – dice Davide, padre di due bambini – siamo favorevoli alla vaccinazione, tanto che sicuramente li sottoporremo anche al vaccino anti Covid perché è giusto che anche loro ritornino alla normalità, ad esempio giocano a calcio e ritengo sia corretto tutelarli. I pensieri, essendo genitori, ci sono sempre ma penso che a breve faremo questo passo».

«Ho due bimbi – dice Serena – e il più piccolo è nato a 27 settimane e nonostante questo gli ho fatto fare tutti i vaccini autorizzandoli anche quando pesava appena 1 chilo e mezzo. Però ad oggi ho deciso di non vaccinare i miei figli, ho ricevuto informazioni troppo contrastanti e la comunicazione nel forzare la gente penso possa ottenere l’effetto contrario».

Scettici invece altri genitori convinti sostenitori della campagna vaccinale ma che non si dicono del tutto convinti circa la necessità di vaccinare i bambini. «Ho due figli – dice Laura – io e mio marito ci siamo vaccinati con serenità e convinzione, crediamo nella scienza ma al momento siamo titubanti. Se il vaccino non impedisce la trasmissione ma limita le forme gravi, perché vaccinare i bimbi che in genere non hanno un decorso serio? Non sarebbe meglio provvedere a vaccinare i paesi più poveri anziché puntare ad incrementare la percentuale nazionale di vaccinati?».

«Sul vaccino per gli adulti non ho il minimo dubbio– dichiara Paolo – ma per quello in età pediatrica sono veramente in confusione. Non ho una motivazione plausibile per spiegare la mia incertezza, so solo che con mio figlio di sei anni e mezzo il coinvolgimento emotivo è troppo grande e ciò richiede la massima attenzione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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