Il presidio
Sassi sul percorso slitta l’apertura dei Fornelli di Monte Rombolo
C’è da mettere in sicurezza circa un chilometro di sentiero Da primavera l’ingresso ufficiale nel parco archeominerario
Manolo Morandini
campiglia. Troppi sassi lungo il sentiero. Dovremo attendere la prossima primavera per visitare le due cave a forma di imbuto, i Fornelli, sul versante sud del Monte Rombolo, all’interno del Parco archeominerario di San Silvestro a Campiglia Marittima. Ancora un intoppo. Il risultato è l’ennesimo rinvio dell’apertura del percorso di visita.
L’obiettivo di testarne la capacità di attrazione di visitatori in estate è sfumato per i tempi della burocrazia, che sembrano seguire logiche diverse, sganciati dalla realtà di un territorio che nei mesi estivi avrebbe dovuto farsi trovare più che pronto dopo una primavera in cui la Parchi ha scontato per il secondo anno il peso delle chiusure e delle limitazioni imposte per il contenimento del rischio di contagio da Covid. Così non è stato per la necessità di integrare il testo del comodato d’uso tra Comune di Campiglia Marittima e Parchi Val di Cornia. Atto che si è perfezionato solo a ottobre.
Adesso a lavori di sistemazione del sito pressoché terminati si scopre che lungo il sentiero che dalla Rocca di San Silvestro porta ai Fornelli ci sono troppi sassi, al punto che potrebbero rappresentare un pericolo per i visitatori, considerato tra l’altro che la visita è possibile anche senza l’accompagnamento di una guida. C’è da ripulire circa un chilometro e andrà fatto a mano perché sul percorso i mezzi meccanici non riescono ad accedere. Da qui l’indicazione che l’apertura ai visitatori non possa avvenire prima della primavera. Nel frattempo, saranno collocati anche i pannelli illustrativi.
La forma delle due cave non è percepibile finché non si raggiunge la cima dell’altura. Sconosciute ai più, i Fornelli sono un raro esempio di ingegneria mineraria di coltivazione a imbuto, l’unico in Italia. Inizia da qui, dal progetto per renderle visitabili, il percorso per allargare gli spazi del parco archeominerario. Il fascino di affacciarci su un vuoto di 200 metri. Le due cave, che sono chiuse dagli anni ‘50, sono il risultato di una tecnica di coltivazione a impatto visivo nullo, caratterizzata da gradoni concentrici che si riducono in diametro al diminuire della loro profondità. Un’attrazione già così come si presentano.
Dall’impianto delle laverie, ai piedi nella stazione del treno di Valle Lanzi, è stato attrezzato il percorso per visitare i Fornelli. Il tutto a fronte di un investimento di 86mila euro di cui 66mila di contributi regionali e 20mila del Comune. Si tratta del primo passo. Il punto di partenza è stato il protocollo d’intesa sottoscritto a settembre 2020 dalla Regione Toscana, il Comune di Campiglia Marittima e Cave di Campiglia Spa per il recupero e lo sviluppo del patrimonio ambientale, industriale, archeologico e culturale dell’area. Una cornice, da riempire con gradualità.
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