Super green pass, esercenti perplessi «Ma almeno così resteremo aperti»
Tanti dubbi tra i baristi che non potranno servire i non vaccinati, al teatro si teme il rallentamento negli abbonamenti
Sara Chiarei
PIOMBINO. Tra perplessità e rassegnazione. Così è stato accolto il nuovo decreto da parte delle categorie direttamente interessate al super green pass, in vigore dal 6 dicembre. Se da una parte si avverte un certo sgomento di fronte alle nuove limitazioni imposte anche in zona bianca in prossimità del 25 dicembre; dall’altro la ratio è proprio quella di salvare il Natale, evitando le chiusure.
«Se fosse uguale per tutti – dice Federico Lenzi, Bar Bricc’o – sarebbe più facile e forse ci si abituerebbe prima. Invece, trovandomi in un centro commerciale alla fine un ragazzino si recherà altrove, dove non occorre il super green pass, per comprare le stesse patatine o caramelle che avrebbe potuto acquistare da me. Oltretutto, dovrò tenere una persona alla porta (con i relativi costi) solo per controllare che i clienti siano vaccinati quando finora una consumazione al bancone non prevedeva nessun certificato».
«Sul decreto – dice Vincenzo Cananzi, gestore bar Movida 2.0 e presidente Confesercenti – restano alcuni nodi da sciogliere, per questo attendiamo la gazzetta ufficiale. In particolare si tratta di capire con certezza se, come sembrerebbe da una prima lettura, da lunedì 6 non sarà possibile accedere all’interno del locale neppure per un caffè al bancone se non vaccinati. Certo, se così fosse la situazione non sarà facile da gestire, calcolando anche che su Piombino c’è sempre un buon 20 per cento di non vaccinati. Tuttavia – conclude Cananzi – prendiamo anche atto della volontà di non farci vivere un secondo Natale blindato, garantire l’apertura delle attività per i gestori è un sospiro di sollievo».
La filosofia, del resto, è proprio questa: non punire o premiare ma stringere ulteriormente la morsa per evitare un nuovo lockdown generalizzato. «A caldo posso dire che purché si rimanga aperti – dice Marco Torchioni, presidente Confcommercio – accettiamo anche queste nuove regole. Certamente non ci fanno piacere, ma se ciò è necessario per scongiurare ulteriori chiusure allora va bene. Guardandoci intorno forse è meglio prevenire che intervenire quando ormai è già troppo tardi, basti vedere la storia recente di Bolzano e dell’Austria».
«Ho sempre pensato – commenta Davide Govi, proprietario ristorante “La Rocchetta” – che sia stata scaricata un’eccessiva responsabilità sui ristoratori in merito alla questione dei controlli. Ci è stato chiesto di porre una barriera all’accoglienza che per questo tipo di attività è fondamentale. Perciò – sottolinea- – alla fine credo che questo decreto ci venga in soccorso, nel senso che lo Stato si è finalmente assunto maggiore responsabilità di quanto abbia fatto finora».
Tutto sommato fiducioso anche il proprietario del ristorante “L’Ubaldino” in via Cellini, Christopher Tanfi: «Finora non ho avuto problemi – dice il ristoratore – perché tutti i miei clienti hanno regolarmente esposto il green pass. È chiaro, dal 6 non sarà più sufficiente un tampone per venire a cena da me, ma penso che alla fine se questo è il solo modo per uscire da questa situazione sia giusto perseguirlo. Ci è stato dato questo mazzo, perciò giochiamo con queste carte, ed anche qualora ci fosse un leggero calo di lavoro, mi rimboccherò le mani fiducioso come sempre».
«Io onestamente anziché girarci troppo intorno come stanno facendo dall’alto – dice Massimo Giorgi (Maso) pizzeria “Da Tonino”– opterei per l’obbligo vaccinale. A causa del green pass rafforzato stimo una perdita del 15-20% di lavoro anche se molto dipenderà dal clima, perché se fosse favorevole si potrebbe apparecchiare fuori». Infine il super green pass interviene a gamba tesa anche su cinema e teatri dove è in corso, come nel caso del Metropolitan, la vendita degli abbonamenti stagionali.
Tra le attività che sono oggetto di un inasprimento delle misure ci sono anche i cinema e i teatri: anche in questo caso potranno entrare soltanto persone vaccinate.
«La campagna abbonamenti – dice Antonio Loiero, vicepresidente Coop Nuovo Metropolitan – è partita in linea con gli altri anni e quindi piuttosto bene, ma temo che il nuovo decreto possa rappresentare una battuta d’arresto proprio ora che siamo al rush finale. Senza dubbio per entrare in sala bisognerà essere vaccinati, cosa che a livello sanitario non so dire se apporterà benefici o meno, mentre a livello economico creerà sicuramente dei danni. L’aspetto positivo – conclude Antonio Loiero – è che non verrà ridotta la capienza come accaduto più volte in passato».
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