Il Tirreno

Cosa dice il piano particolareggiato  

Una struttura ricettiva o un centro per il Parco

Lu.Ce.
Una struttura ricettiva o un centro per il Parco

Via libera nel 2013, ma le previsioni non si sono concretizzate E nessun investitore ha per ora deciso di affondare il colpo

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PIOMBINO. «Un progetto di restauro conservativo per il complesso rurale del Casone (edifici colonici e spazi aperti) tramite interventi di alta qualità alberghiera, che assicurino il mantenimento e la riqualificazione di tutte le aree verdi esterne, con mantenimento dell’area ortiva anche come giardino botanico, così come raccomandato in sede di Conferenza dei servizi dalla Regione Toscana e la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Toscana». Quanto riportato nella relazione generale allegata al piano particolareggiato di Baratti e Populonia, approvato nel gennaio del 2013 dal Comune di Piombino, sintetizza la previsione dell’epoca per il futuro del Casone, l’immobile situato nella parte terminale della pineta di Baratti, sul lato che guarda verso Populonia. In sostanza il piano consentirebbe la demolizione delle superfetazioni, il mantenimento dell'assetto fondiario e il restauro dei manufatti e delle opere minori di valore storico-testimoniale. Non è ammesso invece l’incremento dei volumi, mentre è prescritto il mantenimento degli elementi tipici, compreso gli orti. Il contenuto del piano particolareggiato di Baratti, all’epoca, suscitò numerose proteste in particolare da parte delle associazione ambientaliste e dal comitato “Giù le mani da Baratti”. La preoccupazione era di vedere sorgere una struttura ricettiva più o meno impattante a pochi passi dalla spiaggia. Ma dopo otto anni quelle stesse previsioni che venivano guardate con apprensione sono rimaste lettera morta. Sulla destinazione d’uso, in realtà, il piano particolareggiato poneva come alternativa all’hotel di lusso la realizzazione di un centro di documentazione del parco. Entrambe le ipotesi, ad oggi, non si sono concretizzate. Il motivo? I vincoli stringenti rendono l’investimento poco interessante dal punto di vista strategico. O almeno questo è quanto emerge dai fatti. Basti pensare alle ultime notizie relative alla messa in vendita della struttura e all’interessamento di privati che, una volta approfondito il dossier (sul web girano anche le immagini e i rendering di un progetto commissionato a uno studio di architettura da parte di un potenziale investitore), non hanno affondato il colpo. E adesso? L’ipotesi più plausibile, a meno di colpi di scena, è che la previsione per il casone sia resa inefficace in seguito alla decadenza (a dieci anni dall’approvazione) del piano particolareggiato.



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