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Portoferraio 

Sei nuovi elbani nati in due giorni Record di parti per il punto nascite

Sei nuovi elbani nati in due giorni Record di parti per il punto nascite

Si chiamano Giona, Marta, Eduard, Rayan, Asia e Niccolò stanno bene e sono coccolati da mamme, medici e infermieri

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PORTOFERRAIO. Sei parti in meno di 48 ore. Un record non solo per Portoferraio e l’Elba ma, vista la diminuzione delle nascite, per molti altri territori italiani. Sono stati due giorni di “super impegno” per il personale del punto nascita dell’ospedale isolano. I “responsabili” di tutto questo sono Giona, Marta, Eduard, Rayan, Asia e Niccolò: i sei “piccoli elbani” arrivati tra le braccia dei loro genitori.

I bambini stanno tutti bene. Sono ricoperti dalle coccole e dalle attenzioni tanto delle loro mamme e quanto di tutto il personale dell’area materno infantile. Tre di loro erano, ieri, ancora nel reparto. Gli altri tre sono andati con le loro mamme e i loro papà nelle rispettive abitazioni

Le sei nascite quasi in contemporanea hanno portato un’ondata di gioia non solo nel reparto materno infantile ma in tutto l'ospedale. «Siamo molto felici – ammette Luigi Genghi, direttore sanitario del presidio ospedaliero di Portoferraio – di aver potuto dare per primi il benvenuto a questi neonati che sembrano essersi dati un particolarissimo appuntamento in reparto. Ringrazio tutto il personale che si è impegnato affinché questa super attività trovasse la migliore accoglienza possibile. Non possiamo che dire grazie alla disponibilità e alla professionalità degli operatori che lavorano sull’isola».

«Il Punto Nascita elbano – prosegue Genghi – è attivo, lo ricordiamo, grazie a una deroga voluta in base alle particolarità del nostro territorio. Si occupa di gestire secondo le linee guida nazionali le gravidanze “Bro” (a basso rischio ostetrico, ndr)) e “Gar” (le gravidanza ad alto rischio) , l’allattamento, i neonati fisiologici e la stabilizzazione dei neonati critici».

Insomma, quello elbano è un punto nascita che ha rischiato di essere chiuso ma che, prosegue il direttore sanitario dell’ospedale, «ha raggiunto negli anni livelli assistenziali elevati grazie al progetto “Neo SafE” (Neonati Sicurezza e formazione Elba, ndr). Il programma inaugurato nel 2017 vede i neonatologi dell’Aoup insieme ad altri medici pediatri provenienti da tutta l’azienda Usl Toscana nord ovest collaborare insieme alla dottoressa Simona Carcione, la pediatra presente sull’isola».

«Tale progetto – conclude Genghi – integrato con l’attività di simulazione del “Centro Nina” è stato trasferito anche all’ostetricia e ginecologia permettendo, con la rotazione dei vari medici ginecologi coordinati dalla dottoressa Edi Landucci, l’attivazione della guardia notturna, l’apertura del nuovo servizio di isteroscopia ambulatoriale nonché la riduzione del tasso dei tagli cesarei».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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