Meteo
Ambientalisti al lavoro a Mola per riparare i danni del ciclone
Oggi, dalle 15, i volontari di Legambiente ripuliranno le sponde dell’area umida devastata dal vento e dalle mareggiate che hanno colpito l’arcipelago toscano
Luigi Cignoni
Capoliveri. Dopo la tempesta che si è abbattuta sulle coste dell’Elba, è il momento di ripulire l’ambiente togliendo il materiale che il vento e la mareggiata hanno ammassato sulla spiaggia di Mola, la più colpita di tutto il litorale. Legambiente lancia la proposta di ripulire le sponde della zona umida, liberandola dalle barche naufragate e dalla gran quantità di rifiuti. Ambientalisti e simpatizzanti del Cigno verde isolano chiamano a raccolta tutte le persone che hanno a cuore Mola per riunirsi questo pomeriggio alle 15 per cominciare l’operazione di ripulitura della zona umida fra le più importanti dell’Elba. Il tam tam è partito ieri per primo sul sito greenreport.it, per poi essere ripetuto sui social.
L’obiettivo è guardare oltre il disastro. Tra le 5 alle 7 di lunedì mattina si è scatenato sulla costa elbana un piccolo ciclone con caratteristiche in parte sub-tropicali. I venti associati al vortice sono stati piuttosto forti con raffiche che hanno raggiunto i 130 chilometri orari all’isola di Capraia e vento medio fino a 101 chilometri orari. Raffiche fino a 100 chilometri orari registrate a Montecristo, 90 chilometri orari a Pianosa, 80 chilometri orari a Giglio Castello. Come conseguenza diverse barche alla fonda nella baia di Mola hanno strappato gli ormeggi e sono finite sulla costa della zona umida, dove è in corso un’operazione di ripristino del Parco nazionale e dell’università di Firenze.
Nell’area è operativa da pochi mesi l’aula VerdeBlu di Legambiente “Giovanna Neri” (punto di incontro domani) che cura sia le iniziative di conoscenza di Mola, sia la sua manutenzione.
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