Presepe a Riotorto: «Non si può chiudere una piazza tre mesi»
Ordinanza della polizia municipale, protestano i residenti «Bella iniziativa di persone eccezionali, ma ora altrove»
Cecilia Cecchi
RIOTORTO. «Ma se il santo patrono di Riotorto cadesse vicino a Ferragosto?». Alberto Paini, a nome dei residenti in piazza del Popolo, è venuto al giornale per protestare contro «la prolungata occupazione di una piazza, come non succede da nessuna parte – ricorda – dal 28 ottobre al 22 gennaio. La nostra è una protesta per i disagi, nessuna polemica: amiamo il presepe e in paese viene realizzato da volontari eccezionali. Siamo solo quattro - cinque famiglie rimaste ad abitare in piazza e non ce la facciamo più».
Questione di giorni e inizierà il cantiere per l’allestimento del grande presepe di Riotorto – con la regia dell’associazione Cultura & Spettacolo – per una realizzazione finale come sempre affascinante e apprezzata dai tanti visitatori che non mancano all’appuntamento.
Come ogni anno (tranne il formato ridotto del 2020, denso di valori e significato, per la dedica a Sara Lenzi) Natività, personaggi e strutture occuperanno uno spazio ampio. Per l’allestimento dal 28 ottobre al 22 gennaio viene istituito un «divieto di sosta permanente, con rimozione forzata, vicino al civico 1 (limitatamente a sei stalli auto e negli spazi riservati ai veicoli a due ruote) e nel tratto antistante il civico 10 relativamente agli stalli di sosta auto». La nota è stata pubblicata sul Tirreno uscito il 17 ottobre dopo l’ordinanza numero 161/2021 della polizia municipale. «Quando abbiamo letto la notizia che anche quest’anno i lavori prendono il via il 28 ottobre fino al 22 gennaio abbiamo detto no, basta. Non si può occupare – riprende Paini – il suolo pubblico chiudendo la piazza tre mesi. Niente contro i presepi, ma la piazza ha 24 posti auto e 12 vengono così occupati. In che parte di mondo succede una cosa come questa, forse più qui che a Betlemme? Apprezziamo l’impegno delle persone che lo realizzano. Almeno nel 2020 era in forma ridotta, anche a causa dei contributi ridimensionati pandemia coronavirus. Invece quest’anno si torna alle grandi dimensioni e il disagio crescerà di nuovo. Insomma permessi così non devono essere dati più. Oppure, magari, si possono utilizzare altri spazi che a Riotorto ci sono: come Punta Paini, il parco pubblico o il centro parrocchiale. Intanto menomale che la ricorrenza di San Antonio Abate patrono del paese è il 17 gennaio».
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