Il Tirreno

la posizione di jsw 

«Il mandato per l’asta sottoscritto ben prima dell’intesa con Invitalia»

«Il mandato per l’asta sottoscritto ben prima dell’intesa con Invitalia»

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PIOMBINO. La vendita all’asta dei vecchi impianti dismessi era in programma da tempo. E, comunque, non andrà ad influire sulla due diligence già avviata con Invitalia, che garantirà l’ingresso della società a capitale pubblico in Jsw. Si riassume in questo modo la posizione di Jsw, espressa sulle colonne del Tirreno dopo che lo stesso giornale ha dato la notizia dell’asta telematica per i pezzi del vecchio stabilimento.

La vendita all’asta di pezzi interi delle acciaierie, una serie di impianti e macchinari fermi da anni, per la direzione aziendale di Jsw «è il risultato di una lunga attività preliminare di ricerca del partner, di analisi dei costi, di allocazione dei beni e di valorizzazione, iter che si è concluso prima dell’estate, con la sottoscrizione del mandato alla casa d’asta, ben prima quindi della definizione del Mou (memorandum of understanding, cioè un protocollo d’intesa ndr) con Invitalia».

Un modo che il gruppo indiano ha scelto per rassicurare sia i sindacati sia la stessa Invitalia e il governo, in una fase particolarmente delicata per il futuro del sito produttivo piombinese. «Nessuna dì queste attività, obbligatorie per la gestione aziendale, può creare problematiche per il perseguimento degli obiettivi previsti nel Mou stesso per il quale stiamo lavorando con reciproca soddisfazione con Invitalia rispettando il timing previsto – hanno spiegato da Jsw. La decisione relativa alla vendita online giunge dopo «l’individuazione e quindi la valorizzazione di beni che potessero comunque avere un mercato per il loro recupero; si possono ad esempio ricordare come rientranti in questo ambito le colate continue», si legge nella nota aziendale.



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