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Zini chiude la porta ai no pass «Niente tamponi gratis all’Elba»
Il sindaco di Portoferraio e presidente della conferenza dei sindaci sulla sanità: «Non si possono impegnare risorse economiche a favore di chi non si vaccina»
Stefano Bramanti
Portoferraio. «Noi sindaci isolani possiamo di certo collaborare con L’Asl isolana per la gestione delle vaccinazioni e altri aspetti sanitari, ma non abbiamo competenze sui tamponi e nemmeno ritengo si possano impegnare risorse economiche destinate a chi deve fare il tampone perché non vuole vaccinarsi». Lo afferma il sindaco di Portoferraio, nonché presidente della conferenza dei sindaci elbani in materia di sanità, Angelo Zini. Un no secco ai no pass elbani riuniti in “Libera scelta”, il comitato che raggruppa nelle proprie file persone vaccinate ma anche altre che non vogliono assumere Pfizer o Moderna contro il Covid-19.
Il comitato lamenta anzitutto difficoltà nel fare i tamponi ogni 48 ore, come richiesto dalla legge per entrare nei posti di lavoro a chi decide di non vaccinarsi. Secondo “Libera scelta” è molto difficile fare i test nell’isola perché le farmacie e i laboratori avrebbero lunghe liste di attesa per eseguire l’esame. Questo non permetterebbe di rispettare il tempi necessari al loro ingresso nel posto di lavoro. Zini, però, conferma quanto già detto dalla Asl: «Credo che la situazione riguardante l’effettuazione dei tamponi molecolari sia quella rappresentata di recente da Fabio Chetoni (sul Tirreno, ndr), direttore responsabile della Zona distretto dell’Elba, che ha fatto presente come chi non voglia vaccinarsi e debba presentarsi al lavoro dimostrando di non essere affetto da coronavirus possa effettuare il tampone presso alcuni medici di medicina generale, i cosiddetti medici in famiglia, unitamente alle farmacie di ogni comune dell’isola e anche in diversi laboratori di analisi privati. Non si può dire che ci sia una risposta capillare, ma su tutto il territorio ci sono comunque diverse possibilità per fare i test».
Oltre alla problematica legate a tempi e disponibilità dei tamponi i no pass elbani contestano i costi. Chetoni ha sottolineato al Tirreno che l’Azienda sanitaria locale provvede gratis ai tamponi ma solo per le persone che hanno sintomi di malattia da Coronavirus o per verificare la guarigione di chi è stato affetto dal Covid-19. I tamponi per chi non desidera vaccinarsi sono a carico, al momento, di chi ha fatto tale scelta. E il primo cittadino di Portoferraio conferma, come già scritto, che i comuni isolani non si muoveranno per venire incontro alle richieste di chi deve fare il tampone per andare al lavoro.
«I Comuni dell’isola – ripete il presidente della conferenza dei sindaci elbani in materia di sanità – possono collaborare, come fanno da tempo, con l’Asl e medici di famiglia per organizzare al meglio ogni aspetto dell’assistenza sanitaria e, come è successo in questi mesi, anche le vaccinazioni, ma sui tamponi non hanno né strumenti giuridici, né competenza specifica per ordinare a farmacie o altri soggetti, come fornire ed eseguire i tamponi. E neppure, penso, si possa o si debba mettere risorse economiche a disposizione di chi ha necessità di fare tamponi perché sceglie di non vaccinarsi, a meno che il governo non dia disposizioni in merito».
Del resto sull’isola d’Elba è già possibile effettuare i test a costi contenuti e competitivi. Molti medici di base e alcune associazioni di volontariato eseguono gli esami ad un costo di 18 euro, circa la metà rispetto al costo medio in una farmacia o in un laboratorio analisi. Da qui la posizione ferma di Zini che non intende aprire alle istanze dei no pass, per di più in un’isola che, in vista della stagione estiva ha fatto uno sforzo collettivo per effettuare le vaccinazioni. Un impegno che rischia di perdere di significato qualora si offra la possibilità di fare test gratuiti a chi ha deciso di non vaccinarsi.
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