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«Noi entrati con un concorso e rimasti col cerino in mano»

(cloz)
«Noi entrati con un concorso e rimasti col cerino in mano»

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PIOMBINO. Tante storie s’intrecciano nel dramma dei licenziamenti a Rimateria, dove da quattro mesi la discarica è di fatto semiparalizzata.

Paola Ghezzi ha 57 anni, da undici era a Rimateria come impiegata. In azienda, pur essendo in una cosiddetta “categoria protetta”, è entrata con un concorso pubblico.

«Venivo dal settore privato – racconta – vincere il concorso ed entrare in una società pubblica mi sembrava una cosa meravigliosa, una vita più tranquilla, quanto meno con un po’ di certezze. E invece... Un’altra collega era qui da 30 anni, anche lei nella “categoria protetta”, e come me è stata licenziata. Non c’è solo il problema di essere senza lavoro, ma anche la rabbia e la delusione per l’atteggiamento delle istituzioni e della politica. Indagini della Procura, proteste della gente, ma noi che poi siamo rimasti col cerino in mano che c’entriamo? Ci siamo trovati schiacciati, abbiamo avuto tante promesse, ma alla fine nessuno ci è rimasto vicino anche dal punto di vista umano».

Enrico Peccianti ha 55 anni, dopo aver lavorato in Asiu, era uscito e poi entrato in Rimateria, anche lui con il concorso. Fa un lavoro specializzato, era motopalista all’interno della discarica.

«È frustrante – racconta trovarsi in questa condizione. A 55 anni non si può non lavorare. Non è solo la questione economica, è proprio la condizione psicologica in cui uno improvvisamente si trova dopo aver lavorato a lungo in un posto. E un brutto giorno il lavoro non c’è più. Ecco, io penso che il lavoro non può essere tolto alle persone in questo modo. Eppure – conclude – in tanti, anche della politica, ci dicevano di non preoccuparci».

(cloz)

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