Il Tirreno

I numeri 

Il 10% degli elbani ha deciso di non vaccinarsi

Stefano Bramanti

È la stima del responsabile dell’Asl Chetoni sui dati della campagna anti-Covid. Intanto via ai tamponi dai medici di base

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Stefano Bramanti

Portoferraio. Sono circa 3 mila gli elbani che al momento hanno deciso di non vaccinarsi contro il coronavirus. Si tratta di circa il 10% dei residenti nell’isola. Molti di questi fanno tamponi a ripetizione ogni 48 ore per poter avere il green pass. I test per il Covid-19 sullo Scoglio sono garantiti solo da alcune farmacie. A questi si aggiungono alcune società che vengono appositamente da fuori l’Elba per effettuare il servizio e, da alcuni giorni anche da alcuni medici di famiglia.

«Le vaccinazioni si stanno stabilizzando – spiega Fabio Chetoni, responsabile di zona della Asl elbana –. Ormai siamo quasi all’80% di copertura all’Elba. Tra i residenti, considerando sia le prime e sia le seconde dosi, le somministrazioni sono state circa 25.800». È sulla base di questi numeri che il responsabile dell’Asl stima la percentuale di persone che non ha ancora deciso di vaccinarsi. Al momento, facendo riferimento agli abitanti del 2019 (ossia poco meno di 32mila residenti) i non vaccinati nell’isola sono circa 6mila. Considerando però le persone esentate dal vaccino, chi è residente nell’isola ma è domiciliato in continente, i bambini e ragazzi sotto i 12 anni, il medico stima che circa il 10% della popolazione elbana non voglia vaccinarsi. Vale a dire 3mila persone.

«Stiamo procedendo ancora con le vaccinazioni, ma senza i picchi che abbiamo avuto nei mesi passati – sottolinea Chetoni –. Paradossalmente però siamo più impegnati nelle vaccinazione della terza dose, fatte convocando telefonicamente direttamente gli interessati, cioè i cosiddetti “fragili”, come i trapiantati, i dializzati e chi è affetto da malattia oncologica. Abbiamo anche provveduto alla terza dose nelle Rsa, residenze sanitarie assistenziali, sia agli ospiti sia agli operatori. Per quel che riguarda gli altri, ogni giorno si presentano tra le 20 e le 30 persone per ricevere la prima dose. Probabilmente decidono di fare il vaccino perché sollecitati dall’avvento dell’obbligo del green pass, che parte dal 15 ottobre come stabilito dal governo Draghi».

«Siamo comunque aperti a tutti e affrontiamo ogni tipo di problema sanitario con l’opportuno dialogo e con l’obiettivo di risolvere tutte le situazioni possibili – conclude Chetoni –. Di recente abbiamo ad esempio aiutato una insegnante che ancora non si era vaccinata. I tamponi frequenti, per i cosiddetti no vax o per altre esigenze, li stanno facendo anche i medici di base. Interessati possono informarsi presso il proprio medico».

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