Il Tirreno

sul destino delle acciaierie 

Le dieci domande di Camping Cig a sindacati e istituzioni

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PIOMBINO. Dieci domande. Gli attivisti del Camping Cig le hanno inviate al sindaco Francesco Ferrari, ai gruppi consiliari sia di maggioranza sia di opposizione, e ai sindacati, chiedendo risposte pubbliche entro una settimana. L’argomento è uno solo: il destino della fabbrica di Piombino. «In questo momento cruciale – spiegano gli attivisti del Camping, sentiamo l'urgenza di proporre questi quesiti».

Un’azione diretta, decisa per rompere il silenzio, a poche settimane dalla firma del memorandum tra Jsw e Invitalia per l’ingresso della società pubblica nel capitale delle acciaierie. Da giorni è in corso la due diligence e si attende la definizione dell’accordo, ma il piano per Piombino è ancora avvolto nell’incertezza. Lo stesso sindaco Ferrari, nell’ultimo consiglio comunale, ha indicato il 31 dicembre come data ultima per avere delle certezze.

«Jsw è ancora un interlocutore, anche se per gli investimenti ha dichiarato che non stanzierà neppure 1 euro? – chiedono gli attivisti – Perché non si chiede che lo Stato si riappropri dello stabilimento, o almeno ne acquisisca la proprietà al 51 per cento. I prossimi mesi trascorreranno tra due diligence e predisposizione dell'ipotetico piano industriale: come pensate di utilizzare questo tempo, forse aspettando in silenzio?».

Sono solo alcune delle domande che il Camping Cig ha rivolto pubblicamente chiedendo di avere delle risposte.

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