Il Tirreno

riotorto, le ricerche a cielo aperto 

Vignale, analisi al carbonio per ricostruire la memoria

Cecilia Cecchi
Vignale, analisi al carbonio per ricostruire la memoria

Nel laboratorio archeologico docenti, ricercatori e studenti dell’università di Siena Enrico Zanini: «Nuovi dettagli cambiano la storia, arrivando fino al Medioevo»  

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Cecilia Cecchi

RIOTORTO. Analisi al carbonio 14 (C-14) che cambiano la memoria di Vignale. Dalla stazione di sosta al grande mosaico di Aiòn, Signore del tempo, alle terme a fare da cerniera tra Roma e il Medioevo.

Oltre la bellezza è la “profondità storica” che rende questo sito ancor più prezioso. Poi il coinvolgimento delle persone, dei bambini delle scuole.

Tutto contribuisce a dare vitalità – dal 2003 – al rapporto di archeologia pubblica “Uomini e cose a Vignale” tra l’equipe di ricerca guidata da sempre da Enrico Zanini e Elisabetta Giorgi, dipartimento scienze storiche e beni culturali università di Siena, e la comunità.

Pulire, curare, ridocumentare, a questo è servita l’attività 2021 (13 settembre - primo ottobre). Sul sito in 18 tra docenti, ricercatori e studenti. Titolo della campagna: “Rendere visibile l’invisibile”. «Non abbiamo scavato – dice Zanini – perché ancora non possiamo avere la concessione, per una complicata questione burocratica alla cui soluzione stiamo lavorando con l’aiuto di molte persone. Abbiamo trasformato lo scavo in un vero e proprio laboratorio archeologico a cielo aperto, per fare “manutenzione”, in più modi. Necessario risistemare il sito dopo la pausa invernale: tagliando l’erba, controllando recinzione e copertura. Ci siamo occupati del progetto di archeologia pubblica, condivisa e sostenibile. Continuiamo a stringere contatti con persone, scuole, associazioni culturali e imprese per rafforzare il progetto, aprendolo sempre più a domande e interessi di chi vive e lavora in questa porzione di Maremma».

Molto tempo per le scuole. «Abbiamo ospitato sul cantiere tante classi elementari e siamo andati nella scuola di Riotorto per lavorare – aggiunge – con chi non aveva potuto raggiungerci. Grazie alla collaborazione del presidente del Quartiere Riotorto Enrico Nanni, abbiamo potuto utilizzare una sala comunale nel centro del paese, che ci ha permesso di stare più a contatto con le persone che ci vivono».

Diversi pure i ricercatori. «Il gruppo si è allargato a cinque studentesse giovanissime, alla prima esperienza sul campo dopo gli anni del Covid e della didattica a distanza. Per Angela Cosentino, Anna Chiara Ceccherini, Benedetta Corsini, Celeste Mancianti, Lucrezia Angelini un’esperienza straodinaria – conferma – si sono inserite nel lavoro di gruppo fino ad offrire un contributo importante».

Sul fronte ricerca archeologica pura? «Approfittando della pausa forzata dallo scavo abbiamo riesaminato cose che avevamo scavato e magari mal compreso sin da 18 anni fa – risponde – imparando che il nostro sito ha un’eccezionale durata tra l’età pre-romana e il Medioevo, come testimoniano le tre fasi di trasformazione del mosaico del Signore del Tempo, caso di studio quasi unico nel genere. Conferme dalle prime analisi al Carbonio 14 sui resti umani rinvenuti nelle diverse aree: ci dicono che a Vignale si è vissuto fino almeno all’XI secolo d. C. Bilancio di questa terza campagna di non-scavo assai positivo: il sito è in buone condizioni, il progetto è perfettamente efficiente e il gruppo di ricerca è rinnovato, ampliato e pronto a ripartire appena ce ne saranno le condizioni. Ora si tratta di lavorare – conclude Zanini – perché dal 2022 lo scavo possa riprendere a pieno ritmo e il campo delle meraviglie possa ricominciare a raccontarci le sue storie straordinarie».

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