«Ecco i motivi del no alla via dedicata a Strada e Teresa Sarti»
PIOMBINO. «Da Pd e Rifondazione ci saremmo aspettati un contributo diverso: una lotta insieme a noi per far partire le bonifiche, per dare garanzie ai tanti lavoratori che negli ultimi 10 anni hanno perso il avoro, per impedire il raddoppio della discarica di Rimateria, anzichè battaglie sulla toponomastica»
Il centro destra butta in calcio d’angolo la palla con cui prova a chiarire i motivi del suo no all’intitolazione di una strada a Gino Strada e Teresa Sarti proposta, appunto, da Pd e Rifondazione sulla scorta delle richieste di alcune associazioni. In prima battuta Fi-UDC-Civici popolari liberali, Lega per Salvini premier e lista civica Ferrari sindaco evidenziano l’aspetto formale dei dieci anni dalla morte del personaggio a cui si intende dedicare uno spazio pubbico. «In realtà, - si afferma – questo lasso temporale è propedeutico ad una valutazione scevra da strumentalizzazioni o che si verifichino vizi di legittimità, al di là della deroga che potrebbe autorizzare su precisa richiesta il prefetto. Peraltro, la moglie di Gino Strada, Teresa Sarti, anche lei menzionata negli ordini del giorno, è deceduta da oltre 10 anni, ma nessuno prima ha pensato di dedicarle una via semplicemente perchè la figura del marito è più emblematica. Gino Strada è stato un personaggio controverso, da un lato il medico al servizio dei più deboli in giro per il mondo, in particolare degli ultimi, dall'altra, colui che ha deciso di schierarsi in modo preciso, diventando l'icona politica di una parte in netta contrapposizione con tutto il centrodestra. Di fatto, un atteggiamento divisivo che ha fatto discutere ed ha stimolato contrapposizione».
«Anche fra di noi – prosegue il comunicato – vi è stato un dibattito ma alla fine è stato deciso unanimemente il No, non dimenticando che il consenso ottenuto dai cittadini è espressione di un ambito civico trasversale, ma anche di un consolidato riferimento del centrodestra, a cui Strada si è sempre contrapposto. Fra 10 anni – chiude la nota – vi saranno condizioni diverse e maggiore distension. Sicuramente prevarrà nelle menti di tutti il Gino Strada fondatore di Emergency, che ha contribuito affinchè il mondo fosse migliore, alleviando le sofferenze di tanti civili nei i più disparati scenari del mondo. Oggi, questa rincorsa ad intitolargli vie o luoghi appare una sorta di strumentalizzazione, che forse neanche lui avrebbe apprezzato. Gino Strada è Emergency, un binomio indelebile, una sorta di simbiosi che terrà per sempre in vita il medico che si è battuto per abolire la guerra».
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