La Regione tira dritto e Landi attacca «Un’opera assurda»
CAPOLIVERI. «La Regione si conferma sorda davanti alle obiezioni che provengono dai territori e continua imperterrita a seguire una strada sbagliata. Siamo di fronte a un’opera assurda, sbagliata sia per la soluzione adottata, sia per la posizione individuata». Così Marco Landi, consigliere regionale in quota Lega e portavoce dell’opposizione in consiglio regionale, commenta la risposta formulata dall’assessora all’ambiente Monia Monni all’interrogazione scritta presentata sulla questione del dissalatore di Mola.
L’assessora ha risposto ai quesiti messi sul tavolo con l’interrogazione, difendendo in pratica la bontà della scelta strategica dell’Autorità idrica della Toscana e di Asa, e spiegando come l’iter procedurale abbia seguito le regole. Non solo. Monni ha ribadito come l’ubicazione dell’impianto, sulla quale Landi aveva sollevato dei dubbi, sia stata «valutata nel procedimento regionale di verifica di assoggettabilità alla Via conclusosi con il decreto di esclusione n. 4515 del 2017 – ha scritto l’assessora – nel procedimento di valutazione sono state prese in considerazione tutti gli impatti sulle varie componenti ambientali e la compatibilità del progetto con le aree protette limitrofe. Alla formazione del parere motivato regionale hanno partecipato oltre ai settori regionali di riferimento anche tutti gli altri Eenti interessati per le varie competenze, comprese le amministrazioni locali». Monni, nella sua risposta scritta, ha inoltre spiegato come la condotta sottomarina che fornisce acqua all’isola d’Elba abbia terminato da tempo il suo ciclo di vita e come la situazione del corpo idrico della Val di Cornia (da dove arriva l’acqua per l’Elba) non sia buona. Per questo, secondo la Regione, l’impianto di dissalazione è una scelta adeguata.
La risposta, tuttavia, non ha soddisfatto Landi. «Prendo atto con rammarico dell’indifferenza della Regione, e non posso non ricordare le parole di chi, negli scorsi anni, ha dato false speranze, puntualmente respinte da questa risposta, con cui la giunta regionale si assume la responsabilità politica degli scempi che purtroppo potrebbero derivare dalla realizzazione del dissalatore a Mola. Nella risposta si parla del dissalatore come soluzione non rinviabile perché la più economica e rapida per far fronte a un eventuale guasto della conduttura sottomarina esistente, mentre la seconda condotta sarebbe ancora in corso di valutazione. La realizzazione degli invasi addirittura continua a non essere presa in considerazione, a differenza del secondo dissalatore, come del resto altre soluzioni più moderne, meno impattanti e altrettanto efficaci. Nel frattempo il tempo corre e la conduttura, in buona tenuta, festeggerà i 35 anni di vita restando l’unica soluzione per garantire la sufficienza idrica dell’Elba».
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