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L’associazione Articolo 1-camping cig 

«Il consiglio? Agghiacciante Così finisce la siderurgia»

«Il consiglio? Agghiacciante Così finisce la siderurgia»

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PIOMBINO. «Agghiacciante». Così gli attivisti di Camping Cig definiscono l’esito del consiglio comunale monotematico sulla siderurgia.

«L'assenza pressoché totale dei lavoratori e dei cittadini – commentano amaramente da Camping Cig – ha confermato al governo e alle multinazionali che della comunità di Piombino e del suo territorio possono farne ciò che vogliono. Inoltre, ha sancito ancora di più la spaccatura, che rischia di essere irreversibile, tra fabbrica e città. Una situazione grottesca per cui, mentre si doveva parlare della rinascita della siderurgia a Piombino, né la viceministra Todde, né Jsw hanno parlato neppure di striscio della costruzione di forni elettrici. Sembrava di essere su “Scherzi a parte”.

Insomma, il giudizio degli attivisti è molto duro. Camping Cig fa notare come non sia stata citata alcuna cifra che il governo intende investire nello stabilimento, né alcuna scadenza precisa. «Ciò che è apparso, tragicamente, chiaro è che lo Stato non tornerà a comandare nello stabilimento, accettando il ruolo solo di bancomat (con i soldi delle tasse di tutti) a favore di Jsw – spiegano dal Camping – È pure chiaro che, in un ipotetico piano nazionale della siderurgia, a Piombino è stato assegnato il ruolo di cenerentola degli stabilimenti italiani. Stando così le cose, è stata decretata la fine della siderurgia a Piombino, per sempre. Ergo: quanti esuberi ci saranno? E come si intende ricollocarli?»

Per gli attivisti solo una parte dei lavoratori sarà ricollocata. «È arrivato il momento di parlare di uscite volontarie, di prepensionamenti, di una nuova legge sull'amianto – continuano da Camping Cig – L' alternativa è fare come per i lavoratori dell'indotto: licenziati e dimenticati da tutti. Queste soluzioni vanno create adesso, in un progetto unico, tenendo insieme quelli che potranno (speriamo) tornare al lavoro e coloro che usciranno volontariamente dal processo produttivo. Noi continuiamo a dire che la comunità di Piombino, tutta insieme, con le lotte necessarie deve costringere il governo ad adottare un piano di rinascita per Piombino, con forti risorse pubbliche».

A tale proposito l’appello del Camping, rivolto ai sindacati, istituzioni locali, lavoratori e cittadini, è relativo a una mobilitazione generale.

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