Cinema, la ripresa viaggia a rilento tra Green pass e l’incubo Netflix
Il Metropolitan e l’Odeon sono riaperti dal 26 agosto Poche luci, tante difficoltà: «E gli aiuti non sono arrivati»
Sara Chiarei
PIOMBINO. Le restrizioni restano, il Green pass è stato introdotto da un pezzo. E se dal punto di vista della salute servono a limitare i contagi, sono un freno pesante per la ripresa dei nostri cinema.
Del resto è evidente che continuare a usare prudenza rispetto a un tema così importante come la lotta contro il virus (non essendo ancora usciti dalla pandemia) è cosa più che ragionevole, ma lo è altrettanto ricordare che il settore dello spettacolo, cinema e teatri annessi e connessi, è stato il primo a doversi fermarsi e l’ultimo a poter ripartire con tutte le conseguenze economiche del caso. Dal 26 agosto anche le due sale cinematografiche di Piombino, Odeon e Metropolitan, hanno riaperto i battenti, costrette però a doversi scontrare con poco pubblico e una programmazione non sempre in linea con le proprie aspettative.
Patrizia Gualerci, gestore del Cinema Odeon, in 35 anni di attività una simile situazione non l’aveva mai vista. «Ad oggi la riapertura sta andando molto male – dice – in parte a causa del Green pass che costituisce un ostacolo, in parte perché la distribuzione purtroppo tende a far uscire titoli importanti sulla piattaforma (pay tv) sacrificando le sale. Le nuove tecnologie sono importanti, non possiamo essere anacronistici, ma dovremmo comunque riuscire a conviverci tutti senza sacrificare nessuno. Può darsi – continua Gualerci – che qualcuno abbia paura di restare al chiuso per qualche ora, come non escludo che alcuni che potrebbero essere interessati siano sprovvisti di Green pass e difficilmente si sottoporranno a un tampone esclusivamente per venire al cinema. Mi sono consultata con colleghi ed esercenti di altre città e anche loro hanno potuto notare questa flessione dovuta all’obbligatorietà di esibire la certificazione verde all’ingresso. Alla fine del mese arriveranno titoli più interessanti come “007” (dal 30 settembre) o i film della Marvel che speriamo possano smuovere la gente».
Si tratta indubbiamente anche di rieducare le persone a riavvicinarsi al cinema dopo mesi e mesi di allontanamento da ciò che in tempi pre-Covid era una sana abitudine. Le normative prevedono che tra ogni nucleo familiare ci debba essere almeno un metro e mezzo di distanza, che tradotto significa due poltroncine vuote, del resto all’interno della sala si accede solo con posto numerato.
Antonio Loiero, gestore del Cinema Teatro Metropolitan è reduce da una positiva stagione di cinema all’aperto che ha coinvolto il Castello di Piombino (dove sono state trasmesse anche le partite degli Europei di calcio), Riotorto e Suvereto. Quanto al cinema al chiuso invece, ci conferma un trend piuttosto deludente. «Abbiamo trovato un po’ di riscontro – dichiara Loiero – con il film per ragazzi “Me e te” ma soprattutto da venerdì con l’attesa pellicola di fantascienza “Dune” firmata da un maestro come Denis Villeneuve (regista anche di “Blade Runner 2049”, sequel del celebre film di Ridley Scott). In molti mi hanno già chiesto di riprogrammarlo anche per il prossimo week end (qualcuno in vista del Green pass che gli verrà rilasciato proprio nei prossimi giorni) e molto probabilmente sarà così. Intanto lo manderemo anche oggi alle 18 e alle 21. Il Green pass ha indubbiamente rallentato, al punto che dobbiamo aprire molto prima e abbiamo dovuto inserire in organico una persona addetta alla verifica della certificazione all’ingresso». Sul tema piattaforme anche Loiero apre una parentesi amara: «È stato un colpo molto duro e siamo piuttosto arrabbiati – commenta Loiero – avevamo in mente titoli di film come il nuovo capitolo della saga “Hotel Transylvania” ma che le case cinematografiche hanno deciso di far uscire solo in streaming. È vero che sono aumentati gli abbonamenti alle varie piattaforme durante il lockdown, ma lo è altrettanto che bisogna saper bilanciare le due cose, anche perché restare sempre a casa arreca un danno alla socialità. Attualmente stiamo lavorando per provare a creare progetti che coinvolgano il teatro nel periodo invernale». Altro problema è quello delle sovvenzioni statali, assai scarse e comunque interrotte da tempo. «Per il teatro – dice Loiero – non abbiamo visto niente, mentre l’associazione del cinema ha elargito qualche sovvenzione utile almeno a pagare le spese». «Sono arrivati scarsissimi aiuti, se ne è molto parlato – conclude Gualerci – ma la verità è che siamo sempre stati la categoria del “poi ci si penserà”».
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