Il Tirreno

La viceministra al consiglio comunale «Piombino, l’obiettivo è competere»

Luca Centini ; Altro servizio a pag. 11
La viceministra al consiglio comunale «Piombino, l’obiettivo è competere»

Todde annuncia la firma dell’accordo per l’ingresso di Invitalia nel capitale Jsw. E all’azienda: «Basta perdere tempo»

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Luca Centini

PIOMBINO. «Siamo alle firme per l’ingresso di Invitalia in Jsw. È solo una questione di ore». La viceministra Alessandra Todde non è venuta a mani vuote al consiglio comunale straordinario andato in scena ieri pomeriggio al teatro Metropolitan di Piombino. Del resto la firma del memorandum of understanding è il primo passo concreto fuori dall’immobilismo di questi mesi. E delinea, per contratto, dei tempi certi da seguire per arrivare alla presentazione di un piano industriale concordato tra l’azienda e Invitalia. Eccoli: entro due mesi, infatti, dovrà essere conclusa la due diligence, dovranno essere stabiliti gli importi del passaggio societario (Invitalia entrerà con il 49% delle quote) e definiti gli investimenti che, come priorità, serviranno per il revamping dei treni di laminazione delle acciaierie. A quel punto il passaggio si completerà con la firma del closing.

Si va avanti, quindi. Anche se a passo lento, se si considera che Jsw ha acquisito la fabbrica nel 2018 e da un anno si parla dell’ingresso di Invitalia nel capitale aziendale. «Ma stavolta – assicura Todde – i temi legali che dovevano essere smarcati, sono stati smarcati, quindi il protocollo si firmerà». I tempi? Forse già oggi, trapela a margine del consiglio comunale.

«scusate il ritardo»

È la stessa azienda Jsw, con il vicepresidente Marco Carrai, ad annunciare «l’accordo finalmente raggiunto» e l’arrivo «alla fine del tunnel». Carrai si è scusato più volte con i lavoratori e con la città per i tempi lunghi, ma ha spiegato come la firma dell’accordo sia un passo fondamentale che condurrà alla stesura di un piano industriale concordato con Invitalia. Ha ribadito come l’ingresso di Invitalia avverrà con aumento di capitale. In soldoni Jindal non si metterà niente in tasca, ma immetterà nuova liquidità nella società e utilizzerà le risorse in arrivo dallo Stato per finanziare il revamping dei treni di laminazione. Infine, rivolgendosi alla viceministra Todde, Carrai ha chiesto una mano affinché la commessa delle rotaie con Rfi possa tornare interamente nelle mani di Piombino, riscuotendo la risposta tiepida dalla rappresentante del governo: «Jsw – ha risposto la Todde – deve essere un caso in cui il supporto dello Stato non serva a far sopravvivere l’azienda, ma per sostenere un piano industriale serio». Come dire, prima il piano, poi la commessa. Né Carrai, né la Todde hanno invece fatto riferimento al forno elettrico, evocato solo dai sindacati e dal presidente della Regione Eugenio Giani. Insomma, la firma imminente del memorandum è il passo concreto dopo mesi di annunci, ma non serve a scacciare le nubi che restano dense sopra l’acciaieria.

mantra “competività”

«Per la prima volta una rappresentante del governo partecipa a un consiglio comunale della nostra città». Lo ha fatto notare il sindaco di Piombino Francesco Ferrari in un teatro Metropolitan nel quale, al netto degli invitati (consiglieri comunali, sindacalisti, politici e addetti ai lavori) erano presenti poche decine di persone. Segno di quanto sia stata sfiancate questa vertenza per la città e in primis per i lavoratori. Anche per questo la viceministra Todde sta molto attenta a lasciarsi andare alla facile tentazione di fare promesse. Tempi certi, chiarezza e competitività. Soprattutto quest’ultimo concetto è stato ripetuto, come un mantra, sia nel corso della visita al consiglio di fabbrica di Jsw, sia nel corso del consiglio comunale al Metropolitan. «Queste aree di crisi complessa non si stanno desertificando per un’imposizione dall’alto, ma perché non sono più competitive», ha fatto notare la Todde, che poi ha declinato meglio il pensiero spiegando che, in questo caso, non si tratta di salvare un’impresa ma di rendere competitivo un sistema intero. «È importante – ha spiegato Todde – che l’istituzione entri in questo tipo di contesto aziendale perché dopo tanti anni di blocco sicuramente la presenza dello Stato può garantire che vi sia un controllo rispetto alle prese di impegno che ci sono state in passato e non sono state portate avanti. Dopodiché si dovrà discutere del piano industriale che dovrà essere analizzato nel dettaglio, dovrà riportare a una ripartenza sostenibile».

Liquidità per Magona

Non si è parlato solo di Jsw nel corso del Consiglio comunale. La vertenza di Liberty Magona è stata affrontata in maniera dettagliata dalla viceministra Todde. In questo caso di parla di un’azienda che è tornata a produrre, senza però essersi lasciata alle spalle i problemi di liquidità connessi al fallimento della banca Greensill. A tale proposito Todde ha spiegato che il ministero «ha dato vita a un nuovo strumento disponibile che permette di accedere a finanza ponte per quelle aziende che sono in una situazione economica di crisi. Proprio su questo tema avremo un incontro in tempi brevi con la dirigenza di Magona».

Altro servizio a pag. 11

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