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Meduse sì, meduse no? L’invasione nelle spiagge dell'Elba e le polemiche “roventi” sui social

Giuseppe Boi
Una medusa in un secchiello e una medusa catturata e lasciata morire in una cesta
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Una medusa in un secchiello e una medusa catturata e lasciata morire in una cesta

Scoppia la battaglia tra animalisti e chi vuole catturare gli esemplari che a centinaia nuotano davanti agli arenili dell’isola piena di turisti 

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Prima l’invasione delle spiagge, poi le dolorose punture subite dai bagnanti. Quindi le proteste che finiscono sulle colonne del giornale e quindi nel caos dei social network. Fanno discutere, e tanto, le centinaia di meduse che lo scorso fine settimana hanno nuotato a centinaia davanti alle spiagge della costa nord dell’isola d’Elba, ma anche a Lacona, Capoliveri e Marina di Campo. Il tutto con toni che man mano diventano sempre più accesi sui gruppi Facebook.

Da una parte gli animalisti, e non solo, infuriati per l’uccisione delle meduse «creature che stanno semplicemente nel loro habitat (il mare). Siamo noi gli ospiti e non il contrario». Dall’altra chi ricorda come anche «zanzare e scarafaggi muoiano schiacciati senza che nessuno protesti» e chi, vittima delle dolorose punture, chiude la discussione senza mezzi termini: «Basta difendere le meduse, godetevi il mare e lasciate in pace la gente».

Di certo tante meduse in questi giorni vengono pescate e lasciate poi morire sugli scogli o nei secchielli dei bambini. Una pratica che, secondo gli animalisti, sarebbe punibile ai sensi dell’articolo 544 ter del Codice penale stabilisce che: «Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro».

Una prospettiva ritenuta irrealistica da tanti. «Mostratemi una sentenza di un giudice che condanna qualcuno per aver ucciso una medusa», è la risposta provocatoria di un utente. E ancora: «Io metto la muta, la maschera, le pinne ed esco col mio fucile da pesca: se incontro una medusa il problema è suo».

Insomma, sui social i toni diventano come al solito aspri e le notizie vengono gonfiate a piacimento, mentre basterebbe avere tutti un atteggiamento più responsabile. Se si avvista una medusa si può anzitutto cogliere l’occasione per indossare maschera, boccaglio e ammirarla da lontano. Poi è bene avvisare gli altri bagnanti intorno per invitarli a fare attenzione per evitare nuove punture. Infine è giusto considerare che trasformarsi in cacciatori di meduse non risolve il problema: eliminarle con un secchiello è un’impresa simile al cercare di svuotare il mare.

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